Intorno ad Artissima: telefoni, musica, filosofia e femminismo

Intorno ad Artissima: telefoni, musica, filosofia e femminismo

Torino, 4 nov. (askanews) – Nei giorni di Artissima tutta la città di Torino vive un fermento contemporaneo che è probabilmente il miglior esito della fiera ospitata all’Oval del Lingotto. Istituzioni come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e le Officine Grandi Riparazioni, musei come la GAM e il Castello di Rivoli, tutti presentano mostre importanti, ma il clima è reso frizzante anche da altri progetti, che fanno sì che la presenza dell’arte in città sia capillare e multiforme.

Tra le cose che abbiamo visto girando per le vie del capoluogo sabaudo nel weekend di inizio novembre, nel Duomo delle OGR, spicca la mostra Artissima Telephone, curata da Vittoria Martini, una ricognizione, tra il vintage e l’iperattualità, dell’oggetto telefono, per come lo hanno utilizzato gli artisti, da Pistoletto alla Maiolino, da Cesare Viel a Camille Llobet. “Opere pensate e fatte per essere fruite al telefono – ha detto ad askanews la direttrice di Artissima Ilaria Bonacossa – che è anche una ricognizione su questa rivoluzione sociale del telefonino, che ha trasformato le abitudini di tutti e ci ha resi tutti in qualche modo promotori di noi stessi, collegati sempre con il mondo, ma in qualche modo anche controllati”.

Dal suono del telefono a quello delle parole, nei magnifici locali della libreria La Bussola si è tenuto il Faust Fest, una serie di conversazioni sul contemporaneo e la sua filosofia, ideate dallo scrittore Gianluigi Ricuperati che ha portato l’attenzione sul pensiero, e sulle azioni, che muovono la cultura oggi, e anche su quelli che, molto probabilmente la muoveranno anche domani.

“Io credo che arte e attivismo non siano due cose diverse, sono parti della stessa cosa, perché l’arte non è un sistema separato e isolato nella società, ma ne è una parte”. A parlare è l’artista indiana Navjot Altaf, che al PAV – Parco Arte Vivente presenta la propria mostra “SAMAKAALIK – Democrazia della Terra e Femminismo”, una interessante indagine tra le pratiche artistiche e il pensiero ecologista in Asia. Con particolare attenzione all’emergere di un ecofemminismo che potrebbe rappresentare un forte elemento di cambiamento in tutta l’area.

E poi ovviamente ci sono state le notti di Torino, con i progetti sonori che trovano casa ancora alle OGR, nello scenario musicale di Club to Club, altro momento topico di queste lunghe giornate all’ombra della Mole.