Invio delle armi in Ucraina, lo scontro fra i partiti politici italiani

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A tre mesi e mezzo da quel 24 febbraio, data in cui ha avuto ufficialmente inzio la guerra in Ucraina, la questione aperta dell’invio delle armi a sostegno del Paese di Zelensky continua a dividere la politica italiana.

Guerra in Ucraina, l’invio delle armi a Kiev e le posizioni di Matteo Salvini e Giuseppe Conte

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ad esempio ha commentato: “Spero non ci sia bisogno di votare nessun nuovo invio di armi. Più armi si mandano, più si allungano i tempi della guerra e più è difficile portare le parti a un dialogo.” Dello stesso avviso anche Giuseppe Conte, che ha recentemente affermato che questo deve essere il momento della diplomazia, non delle armi: L’Ucraina a questo punto è bene armata. Ci sono Paesi come gli Stati Uniti che continuano a rifornirla di ogni genere di armamenti e quindi non è di aiuti militari che ha bisogno. Ha bisogno di governi che spingano a livello internazionale per un negoziato di pace.”

L’attacco di Matteo Renzi a Conte e l’ipotesi di uno strappo al Governo

Matteo Renzi, in un’intervista rilasciata a ‘Il Corriere della Sera’, non le ha mandate a dire al pentastellato Conte: Se Conte pensa che Draghi stia sbagliando sulla politica estera, il leader grillino deve chiamare Di Maio e chiedergli di dimettersi, ma non lo farà mai.” Ma il Governo Draghi è davvero a rischio? L’ipotesi di uno strappo, per il momento, è smentita da tutti: Questo governo deve tenere fino all’ultimo giorno– rassicura Enrico Letta.

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