"Io e Alberto Angela siamo simili. Amadeus? Frainteso, non è sessista"

HuffPost

Vent’anni fa, quando è nata l’idea, Maria De Filippi non poteva immaginare che sarebbe diventata una storia di successo: “C’è posta per te” è uno dei pochi programmi capace di arrivare — ancora oggi — al 30% di share. E in grado di catturare un pubblico misto, fatto anche di giovani. In questo - spiega la conduttrice al Corriere della Sera - si sente simile ad Alberto Angela. 

 

«Ecco, lui è un grande divulgatore. Per me è bravissimo, come era bravo Baricco: spiegava i libri in camicia azzurra, con le maniche arrotolate e io stavo a seguire tutto quello che diceva appesa alla tv. Angela ha un modo che non è impositivo nella divulgazione. Non ti dice: io sono acculturato e tu ignorante seguimi. Non è mai presuntuoso, non è mai il conduttore invadente o invasivo, la sua non è mai una predica e per questo la gente lo segue».

I due volti noti della tv sembrano avere molti punti in comune.

«Se anche lui riconosce questo in me, sono solo che felice. Io riconosco il suo modo di condurre e trovo sia quello giusto. Ho sempre pensato che il conduttore debba essere un tramite e non l’oracolo, se no diventa un politico. Poi c’è chi lo fa ma non è un modo di fare tv che appartiene a me. Angela lo sento simile, poi fa tutt’altro genere. Il mio programma è nazional-popolare, l’accesso è più facile. Angela lo devi voler seguire, deve interessarti. La mia partenza è più accessibile perchè racconto qualcosa che già conosci. Lui ti deve intrigare, però poi quando lo vedi non ti stacchi perché ti accompagna... rispetto a chi fa divulgazione, vedo la differenza che c’è tra il professore del liceo e quello dell’università che magari fa un corso che scegli di seguire perché ti interessa e alla fine non c’è nemmeno l’esame».

Entrambi sanno come far leva sul pubblico: il segreto, secondo la De Filippi, è quello di cercare un terreno sul quale far incontrare generazioni diverse.

 

«Non ho mai ragionato dicendo: faccio questo e poi...

Continua a leggere su HuffPost