"Io speriamo che me la cavo" al contrario. I prof del Sud non vogliono spostarsi al Nord

Le manifestazioni di protesta più grandi a Napoli e Palermo. Per il governo: “Sono molti i prof che rientrano dopo anni di lavoro lontano da casa”

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I sindacati sono in agitazione, i prof protestano perché dal Sud non vogliono spostarsi al Nord, lontano da casa, per lavorare. Il Miur ha pubblicato le graduatorie dei trasferimenti per gli insegnanti di scuola primaria e media. Circa 8mila docenti dovranno trasferirsi al Nord. Chiedono “trasparenza” al Ministero e denunciano una serie di contraddizioni nel sistema di assegnazione delle sede.

A Napoli ci sono stati momenti di tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata un’ambulanza per soccorrere un’insegnante che si è sentita male. A Palermo, un centinaio di prof ha sfilato davanti alla sede dell’ex Provveditorato, denunciando presunti errori relativi alla procedura di assegnazione.

La replica del governo è del sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, che dalla sua pagina Facebook precisa come è vero che molti prof dovranno andare a lavorare fuori sede, ma altrettanti torneranno dopo un lungo periodo lontano da casa. Merito della Buona scuola, “grazie a questa misura i cosiddetti immobilizzati - docenti che insegnavano da anni lontano da casa e chissà quando sarebbero potuti tornare nella loro regione - rientrano: oltre 1.100 in Sicilia, circa 600 in Puglia, oltre 1.800 in Campania e quasi 540 in Calabria. Parliamo di rientri, di una scelta di giustizia nei confronti di chi da anni esercitava la propria professione fuori. Al contrario, circa 800 docenti in Sicilia, circa 550 in Puglia, circa 1.500 in Campania e 400 in Calabria, dovranno invece trasferirsi”.