#iostoconStefanoPuzzer: storia del capopopolo di Trieste, messia per i No Pass, impostore per i portuali

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(Photo: Fumis Alice RitaANSA)
(Photo: Fumis Alice RitaANSA)

A leggere i post comparsi su Twitter, Stefano Puzzer appare come il nuovo Messia. “Un uomo buono” in lotta contro il “Governo dell’Anticristo”. La narrazione mistica è stata favorita dallo stesso Puzzer, leader delle proteste No Pass in scena al porto di Trieste: durante lo sgombero, si è inginocchiato brandendo un rosario, stringendo le mani ad altri manifestanti, tra le lacrime. Sconosciuto ai più fino a poche settimane fa, ora viene difeso a colpi di hashtag - #iostoconStefanoPuzzer figura in cima ai trend topic - da devoti che lo definiscono “il Gandhi italiano”.

“Un uomo buono, pacifico, che parla pacato”, scrive qualcuno, “Sta dimostrando un coraggio unico. Ci sta insegnando molte cose. E sta facendo più di molti politici”. Gli utenti si schierano dalla sua parte, motivandone in vario modo le ragioni: “Perché ho sentito la sua voce rotta da emozione e stanchezza, eppure mai domata”; “Perché l’ho visto crollare al suolo esausto davanti a me, e risollevarsi sorretto letteralmente dall’abbraccio fisico e spirituale dei suoi concittadini; “Perché in un’epoca di finti ribelli costruiti a tavolino che stringono mani ai potenti c’è un disperato bisogno di ribelli veri”; “Perché minacciare un uomo buono è una bassezza che solo i malvagi possono compiere”; “Perché in un’epoca di cattiveria e divisione, ci ha ricordato cos’è la compassione, l’empatia, il sacrificio”.

Il Bene contro il Male, un guerrigliero “che invoca leggi giuste per tutti con parole pacate, voce umile e preghiere”, le cui armi “sono il rosario, l’umanità e la fratellanza”. Il social si correda di sue citazioni, come fossero le parole di un profeta, con pettorina gialla al posto della tunica. Ma la fortuna di Puzzer, così salda tra sostenitori social, non ha lo stesso riflesso fuori dal perimetro Twitter. Abbandonato dai sindacati, persino da quello da lui stesso diretto, da alcuni No Pass e portuali.

Il volto più noto della protesta ha 45 anni, cattolico praticante, di professione gruista, lavora al Porto di Trieste dal 1994. Nonostante si opponga all’obbligo del Green Pass, in interviste ha dichiarato di aver completato il ciclo di vaccinazione covid, ma ribadisce l’importanza della “scelta”, nella difesa della “libertà” di decidere della propria salute. Da sei anni portavoce del Comitato Lavoratori Portuali Triestini (Clpt), nelle ultime settimane è diventato leader del dissenso dei portuali No pass, che da poche presenze contestatarie ha finito per attirare gruppi più eterogenei. Il Varco 4 è diventato il palcoscenico della lotta, ma i suoi attori hanno progressivamente preso le distanze dalla messa in scena.

Davanti a quel Varco 4, il capopolo di Trieste si era presentato sabato per annunciare lo scioglimento del presidio: le proteste avevano ottenuto un interlocutore e in vista dell’incontro di sabato 30 ottobre con rappresentanti del governo in Senato, d’accordo con gli altri leader della protesta, Puzzer affermava che i lavoratori sarebbero tornati tutti nelle proprie aziende. Dopo poco è stato accerchiato da altri No Pass, contrari alla scelta: la discussione si è conclusa con un dietrofront. Niente scioglimento, si va avanti.

La protesta è sfuggita di mano ai portuali, scivolando in quelle dei No Pass e il Clpt ha deciso di prendere le distanze, liquidando “l’amico e collega Stefano Puzzer”, ringraziato in una nota “per tutto il lavoro svolto” e “gli auguriamo tutto il meglio per il futuro”: “Visti gli ultimi sviluppi delle mobilitazioni contro il Green pass il Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste non intende partecipare alla gestione complessiva delle stesse e/o a qualsiasi coordinamento/associazione relativa”. Nonostante le dimissioni dal sindacato, del movimento No Pass Puzzer è rimasto leader e ha annunciato la nascita di “Coordinamento 15 ottobre”, nuovo organismo di “pacifici e ghandiani” contro l’obbligo vaccinale. Insieme a lui, portavoce è anche Dario Giacomini, noto medico no vax di Vicenza, primario radiologo sospeso, presidente dell’associazione Contiamoci, nata per i sanitari sospesi.

Venerdì è prevista una manifestazione, sabato l’incontro col ministro Patuanelli. Ma dalla protesta di piazza si è già sganciato Ugo Rossi, del Movimento 3V. In una nota sostiene che “le proposte di incontri ufficiali sono l’arma che lo Stato sta usando per prendere tempo in modo da togliere ossigeno a questo fuoco in crescita” e annuncia che “la nostra battaglia, iniziata a settembre e continuata nelle giornate al porto, prosegue determinata, giorno e notte, fino all’abolizione del Green Pass”. Rossi dà per scontato che l’incontro con il ministro non porterà ad alcun risultato e ha annunciato che non parteciperà alla manifestazione di venerdì quando dovrebbero arrivare in città 20mila persone.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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