Ipertrofia prostatica benigna: colpiti più di 6 milioni di italiani -2-

red/Rus

Roma, 31 lug. (askanews) - "L'ipertrofia prostatica benigna è la patologia cronica più frequente negli over 50 dopo l'ipertensione arteriosa - sottolinea il dott. Antonio Magi, Segretario Generale SUMAI Assoprof (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell'Area Sanitaria) -. La visita urologica, seguita da una ecografia endocavitaria, rappresenta ancora un tabù a cui gli uomini italiani preferiscono non sottoporsi se non necessaria. Va recuperato il rapporto con il clinico, con lo specialista, facendo capire ai cittadini che la malattia può essere affrontata con successo, se individuata in tempo. Per questo, è importante che tutti gli uomini over 50 si sottopongano a una visita specialistica una volta all'anno. I sintomi sono spesso comuni a quelli causati dal tumore della prostata: soltanto il medico può provvedere ai necessari approfondimenti per arrivare a una diagnosi certa. Preoccupa anche la scarsa aderenza alle terapie. Solo il 22,4% dei pazienti segue le cure in modo corretto. L'adesione più elevata è stata osservata negli uomini tra i 55 e i 64 anni (23,2%), mentre diminuisce fino al 21,9% fra i 45-54enni". Le cause principali della malattia sono l'invecchiamento e i cambiamenti ormonali che si verificano nell'età adulta. "I sintomi sono provocati in 3 casi su 4 dalla presenza di un'infiammazione cronica della prostata, che gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione della patologia - continua il prof. Mirone -. Diverse ricerche scientifiche, condotte sia in vitro che in vivo, hanno dimostrato che un farmaco, l'estratto esanico di Serenoa repens, agisce con un effetto anti infiammatorio. Proprio basandosi sui dati di efficacia, l'ente regolatorio europeo (European Medicines Agency, EMA) ha redatto nel 2015 un report indicando l'estratto esanico come l'unico estratto di Serenoa repens supportato da sufficienti evidenze in grado di sostenerne un ampio utilizzo nell'ipertrofia prostatica benigna come farmaco di riconosciuta efficacia e sicurezza". Uno studio, condotto nel 2018 su circa 100 pazienti, ha evidenziato, attraverso biopsie eseguite prima e al termine di 6 mesi di terapia, una netta diminuzione dello stato infiammatorio. "Il farmaco è ben tollerato - sottolinea il prof. Mirone - e può essere utilizzato in associazione alle altre terapie disponibili come gli alfa litici e gli inibitori della 5-alfareduttasi che, però, non sono in grado di esercitare alcuna azione anti infiammatoria. Inoltre, recenti acquisizioni hanno evidenziato che l'estratto esanico di Serenoa repens è utile anche nel favorire l'efficacia degli altri trattamenti. Infatti la presenza di uno stato infiammatorio cronico di alto grado limita la risposta terapeutica degli alfa litici e degli inibitori della 5-alfareduttasi".(Segue)