Ipotesi rinvio dazi su auto risolleva Borse, spread a 284 punti

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Milano, 15 mag. (askanews) - Il possibile rinvio da parte dell'ammministrazione Trump dell'entrata in vigore dei dazi sulle auto, che potrebbe essere posticipata di sei mesi, ha ridato sollievo alle Borse. Wall Street e i principali indici europei hanno invertito la rotta a metà pomeriggio subito dopo l'indiscrezione riportata da Cnbc e si sono portate in territorio positivo. Anche Piazza Affari, pur restando maglia nera in Europa, ha ridotto di gran lunga le pesanti perdite di giornata: il Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,14% a 20.863 punti.

Sotto pressione anche oggi i titoli di Stato italiani, pur limitando i danni sul finale complice proprio il miglioramento delle Borse. Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 284 punti, in rialzo rispetto ai 280 della precedente chiusura ma in ripiegamento dopo aver sfondato nel corso della seduta la soglia dei 290 punti, sui massimi da oltre tre mesi. A pesare le dichiarazioni di ieri del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, secondo cui il governo è pronto a superare il tetto Ue del 3% nel rapporto deficit/Pil. E il vicepremier non sembra voler fare retromarcia: "Con tutto il rispetto per lo spread - ha twittato oggi - viene prima il lavoro, prima vengono gli italiani. E se per ridare il lavoro agli italiani bisogna ridiscutere vincoli europei che non funzionano è mio dovere farlo".

Nelle ore clou della giornata, quando lo spread aveva superato quota 290, è intervenuto con una dichiarazione direttamente il ministro dell'Economia Giovanni Tria: "Il nervosismo dei mercati, che si legge nelle oscillazioni dello spread, è ingiustificato ma comprensibile alla vigilia di queste importanti elezioni europee - ha dichiarato - Ingiustificato perché gli obiettivi di finanza pubblica del governo sono quelli proposti dal Governo stesso e approvati dal Parlamento con il Def. Il Governo è al lavoro perché questi obiettivi siano raggiunti nel quadro di una politica di sostegno alla crescita e all'occupazione". Comunque fiducioso anche il premier Giuseppe Conte: "C'è evidentemente qualche segnale di agitazione dei mercati. Lo ricollego - ha detto - alla competizione elettorale perché tutti i partiti stanno rimarcando il loro spazio politico per raggiungere dei successi. Ci sono dichiarazioni anche molto forti ma confido che tutto verrà ricondotto nei giusti binari, che sono i fondamentali dell'economia che stanno bene, il giorno dopo le elezioni".