Ippica: gruppo ippodromi associati, no a taglio sovvenzioni o impianti chiuderanno (2)

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(Adnkronos) – "Appare priva di fondamento giuridico e sostanziale la giustificazione addotta dalla relazione Ministeriale in merito 'alla riduzione delle entrate relative ai giochi ippici', provocata da norme emanate dallo Stato per contrastare gli effetti del Covid-19 -sostiene il gruppo ippodromi associati-. Tale riduzione non si capisce perché debba essere iniquamente sopportata esclusivamente dagli ippodromi, quando la normativa, peraltro da valutare con riguardo al contesto di lunga inibizione per legge della raccolta nazionale di gioco pubblico, non prevede tale correlazione. Non sono infatti minimamente coinvolte le altre voci di costo dell’ippica, che portano la spesa complessiva a circa 155 milioni di euro: vigilanza e controllo delle corse, spese di funzionamento della struttura ministeriale, montepremi, antidoping, gestione segnale televisivo, ecc. Ovvero il controllo costa quasi come la produzione ma le perdite si scaricano sull’appaltatore".

"Tutto ciò nell’assoluta assenza al tavolo delle decisioni degli enti pubblici locali proprietari di buona parte delle strutture ippiche del paese, che necessitano di importanti interventi strutturali e possono assolvere un ruolo fondamentale nelle politiche di transizione ecologica di alcune tra le più importanti città italiane come Roma, Napoli, Bologna, Firenze e altre. Se questa sarà la scelta definitiva dell’Amministrazione molte aziende e i relativi ippodromi saranno costrette alla chiusura nel brevissimo e le altre, nel tentativo disperato di non soccombere, non potranno che ridurre al massimo i servizi resi agli operatori addebitandone agli stessi il costo reale nonché, per riequilibrare il rapporto tra costi fissi e contributo pubblico, ridurre al cinquanta per cento le giornate di corse organizzate rispetto a quanto realizzato negli ultimi due anni pur nelle difficoltà dettate dalla pandemia. Per tali gravissimi motivi si è richiesto un urgentissimo incontro al Sottosegretario di Stato con delega al Settore al fine di comprendere come il Ministero intenda affrontare tale ineludibile problematica e gli oggettivi risvolti operativi che la stessa avrà sull’intera attività ippica del Paese"; conclude il comunicato.

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