Ippolito (Spallanzani): Italia può recuperare ritardo vaccini

Red
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Roma, 24 gen. (askanews) - Le dosi di vaccino sono in ritardo e crescono i timori sulla campagna vaccinale contro il coronavirus avviata meno di un mese fa in Italia. Secondo Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani, non bisogna disperare "abbiamo il tempo per riprenderla. La pianificazione della campagna vaccinale è stata effettuata sulla base di una potenziale disponibilità di dosi in un dato momento", quindi "è necessario rimodulare i programmi e l'Italia lo sta facendo", ha detto in un'intervista al Corriere della Sera.

Ippolito, componente del Comitato tecnico scientifico, la situazione si può riprendere in mano: "Sono difficoltà che andavano messe in conto. Ci troviamo in uno scenario di emergenza. I vaccini di Moderna e Pfizer, gli unici due approvati in Europa, utilizzano tecnologie innovative. I ritardi erano preventivabili".

"Il commissario Arcuri ha comunicato che oltre alle mancate dosi di questa settimana, la prossima saranno rese disponibili da Pfizer ancora il 20% di dosi in meno. È evidente che questo ritarderà la distribuzione del vaccino, che ha già visto una riduzione di due terzi delle dosi iniettate al giorno. Spero che la promessa di riprendere le consegne regolarmente il 1° febbraio verrà rispettata".

Ippolito aggiunge che la speranza è legata anche all'approvazione di altri vaccini: "L'agenzia Ema potrebbe approvare il vaccino di AstraZeneca che dovrebbe fornire all'Italia 8 milioni di dosi nel primo trimestre" e "la speranza è che sia presto disponibile anche il vaccino Johnson & Johnson che ha il vantaggio di poter essere somministrato in una unica dose".

"Il Paese, anche se con differenze da regione a regione, è stato in grado di attivare una macchina per vaccinare nei tempi dovuti tutte le popolazioni previste dal piano. Speriamo che questo consenta di recuperare il tempo perduto a causa dei ritardi che rendono molto arduo l'obiettivo fissato dalla Commissione Europea di vaccinare in tutti i Paesi il 70% della popolazione in età adulta".

E sul ritardare la seconda dose per vaccinare pià persone Ippolito risponde: "I vaccini finora approvati danno una copertura dopo almeno una settimana dalla seconda dose. I Cdc americani e l'Oms raccomandano che la seconda dose deve essere somministrata il più vicino possibile all'intervallo raccomandato. Fino a prova contraria rimango convinto che le vaccinazioni vadano completate secondo lo schema utilizzato nelle sperimentazioni cliniche".