Irama: "Non butto la mia vita sui social e non amo le discoteche. Giusto chiuderle in questo momento"

Luca Piras
·5 minuto per la lettura
(Photo: Rebecca Alison)
(Photo: Rebecca Alison)

È il golden boy della musica italiana ma non chiamatelo “re dell’estate” o “discotecaro”. E non lasciatevi ingannare dalla faccia pulita di Irama perché il suo viso nasconde un animo artistico più maturo, intimo e complesso. I tatuaggi e la passione per il rock sono infatti la testimonianza di un artista eclettico, non scontato e con ancora tanta fame.

Con il singolo Mediterranea ha conquistato due dischi di platino, ha scalato le classifiche della maggiori radio italiane e in un mondo senza Covid-19 sarebbe l’idolo delle discoteche. Ma l’estate non è ancora finita e il 28 agosto Irama pubblicherà l’Ep Crepe. Il disco trae ispirazione dalla kintsugi, la celebre pratica giapponese che consiste nella riparazione di oggetti in ceramica con oro o argento liquido. E tra rock, urban e hit estive, Irama mette sul piatto sette canzoni piacevolmente spiazzanti. Forse non tutto quel che vien dai talent negli ultimi anni, Amici o X Factor che sia, è da buttare come sembra.

Mediterranea, la tua hit estiva, ha conquistato due dischi di platino. Ti senti il re dell’estate adesso?

No, non sono il re dell’estate. Ho una visione diversa: mi piace il mood estivo ma io gioco un campionato a parte. Non mi interessano le sfide tra hit.

Nel tuo nuovo Ep, Crepe, giochi con vari generi musicali. È un modo per sfuggire alle etichette che non ti sono mai piaciute?

Sì, ma è stata una cosa naturale. Ho sempre fatto dell’eclettismo la mia cifra stilistica. Penso che Crepe identifichi me stesso. Ci sono tanti significati diversi che mi valorizzano e vengono fuori in queste canzoni. Questo Ep è la mia tavolozza. I generi, come il rock, il latin e l’urban, sono come colori che mi aiutano a raccontare me stesso.

Il brano Bazooka, in modo inaspettato e piacevole, mette in mostra un tuo lato rock in modo inedito.

In generale il rock in Italia non va di moda ultimamente. Ci sono tanti artisti rock, come Vasco che ha fatto la storia ed è intoccabile. Ma anche i Verdena hanno fatto la storia del rock italiano. Oggi, tra i giovani, il rock non è tanto ascoltato ma è comunque una musica che rappresenta la mia generazione. Ho sempre ascoltato rock e non posso farne a meno.

È difficile gestire il tuo successo nelle relazioni provate?

Sì, spesso è difficile. Io sono concentrato sulla musica e mi interessa solo questo.

Tra il lavoro e l’amore, Irama cosa sceglie?

Mi dedico sempre all’amore, è un fattore fondamentale della mia vita e della mia arte. Cerco sempre di tenere tutto privato anche se è difficile. Oggi sui social puoi esternare tutti i sentimenti ma io tengo solo per me gli affetti importanti. Penso che l’arte e la musica vanno d’accordo con i misteri e il privato. Se incontrassi Steven Tyler (frontman degli Aerosmith, ndr), che è il mio idolo, non gli chiederei con chi è andato a letto la sera prima. Gli chiederei come ha scritto alcuni brani in particolare o come ha registrato i suoi grandi successi.

Hai 25 anni e hai raggiunto una grande popolarità in pochissimo tempo. Hai mai pensato di non essere sempre all’altezza?

Sì, ho sempre quella sensazione e questo mi sprona. Questi pensieri ti distruggono o ti fanno reagire e io ho sempre scelto la seconda opzione. Spero di continuare così finché avrò voce per cantare.

I tuoi brani sono le colonne sonore di questa estate e lo sarebbero stati soprattutto nelle discoteche che ora sono state nuovamente chiuse a causa dell’aumento dei contagi. Cosa pensi di questa scelta?

Mi dispiace per chi rispetta le regole e non è facile per chi ha una attività in questo settore. È stato giusto chiudere le discoteche perché è un momento difficile e dobbiamo rispettare le regole per il bene comune. Le persone muoiono, questa è una disgrazia vera. Io non sono un discotecaro. Mi capita ogni tanto di finire in qualche club quando faccio tardi la notte oppure quando sono ospite di qualche evento ma questo non è il momento adatto per questo tipo di serate.

I concerti con pubblico limitato e il distanziamento sociale da una parte, le discoteche che hanno in molti casi violato le regole dall’altra. Ti ha fatto arrabbiare, da cantante, questa differenza?

Non mi sono arrabbiato perché non sono quel tipo di persona. Io rispetto le regole perché sono una persona intelligente. Non vedo l’ora di tornare sul palco per un vero concerto. Qualcuno ha iniziato seguendo le regole. Non è la stessa cosa ma è un primo passo importante.

Realisticamente, quando pensi di tornare in scena per un concerto vero e proprio?

Se il vaccino di Putin funziona spero di fare un concerto la prossima estate (ride, ndr).

Il 5 giugno hai vinto Amici Speciali, il talent ideato da Maria De Filippi per raccogliere fondi da destinare alla Protezione Civile. Questa vittoria ti ha già proiettato al prossimo Sanremo?

Non ci ho ancora pensato. Dipende dalle canzoni che scriverò prossimamente. Vedremo.

Oltre all’Ep, il 28 agosto pubblicherai anche una versione di Mediterranea in spagnolo. Vuoi emulare i successi di Laura Pausini e Tiziano Ferro per entrare nell’Olimpo dei pochi italiani che hanno conquistato il pubblico estero?

Assolutamente sì. Per me è un obiettivo conquistare il pubblico all’estero e ho lavorato tanto a questo progetto.

Cosa vuole fare Irama da grande?

Non lo so. Forse l’astronauta (ride, ndr). Sono già grande. Anzi, sono un “ragazzo grande”. Voglio fare il cantante da tutta la vita. Ho composto la mia prima canzone a sette anni e scrivere è sempre stata la mia indole. Non ho mai avuto un piano B nella mia vita. Il mio obiettivo è sempre stato quello di fare il lavoro che faccio ora e farmi ascoltare da un pubblico più vasto possibile.

Irama (Photo: Rebecca Alison)
Irama (Photo: Rebecca Alison)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.