Iran, D'Alema: serve iniziativa forte e unitaria dell'Ue

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Roma, 4 gen. (askanews) - "Immagino una missione dell'Unione Europea in grado di interloquire con i protagonisti per fermare l'escalation e costruire una soluzione nella quale gli attori fondamentali della Regione possano sentirsi garantiti". E' la proposta che Massimo D'Alema, ex premier ed ex ministro degli Esteri, lancia in una intervista a 'La Repubblica'.

Con l'uccisione del generale Soleimani, rileva, "siamo di fronte a un evento gravissimo, dalle conseguenze non facilmente calcolabili, che avrà l'effetto di moltiplicare odi, tensioni e instabilità, ma non vedo all'orizzonte una guerra mondiale".

Trump, per D'Alema, "vuole andare al voto a novembre in un clima di tensione, creando una situazione in cui non si può cambiare il comandante in capo. Ma quando le ragioni della politica interna dominano quelle della politica estera allora la spiegazione è sempre una leadership in difficoltà".

Per l'ex ministro, "la vera novità a cui ci troviamo di fronte è che la comunanza di valori di Europa e America non c'è più. E gran parte dei guai, dall'insicurezza all'aumento del prezzo del petrolio, resteranno a noi. Siamo di fronte a un leader che attizza il fuoco e scappa. È l'ultima cosa che ci si aspetterebbe da un alleato. Clinton nei Balcani intervenne, ma per risolvere il conflitto, qui Trump i conflitti li lascia in eredità agli altri". Siamo sull'orlo di un conflitto in Medio Oriente? "Perché sull'orlo, scusi? Ci siamo già, e da tempo, in molte parti del Medio Oriente, in Siria, in Libia, in Iraq: guerre che provocano un enorme numero di morti. E quanto accaduto da un lato rende l'America inaffidabile e dall'altro rafforza il ruolo della Russia, perché è un Paese stabile che mantiene gli impegni che assume. Gli Usa hanno spezzato un patto con l'Europa. Obama, grazie all'accordo sul nucleare, aveva lavorato per favorire la componente più moderata dell'Iran; Trump l'ha rotto, avviando un'aggressione che avrà l'effetto di moltiplicare violenze e conflitti. Il risultato è disastroso. In Iran, infatti, sono emersi gli elementi più radicali. Soleimani, tra le altre cose, aveva contribuito a sconfiggere l'Isis. Ora l'Isis esulta".

L'Europa, "più che debole non è in grado di usare la propria forza, economica e militare. Il Medio Oriente ha bisogno dell'Europa, per ragioni economiche. Una ragione in più per convincere l'Europa a giocare un ruolo nella pacificazione, cercando di imporre dei compromessi. Invece risorge il nazionalismo. Nel Novecento ha prodotto tragedie. Qui, come minimo, sta provocando impotenza. Ma è il momento di uscirne con un'iniziativa forte e unitaria per fermare la spirale di guerra". Da partie sua "sono anni che l'Italia non esercita un ruolo nella regione. In passato svolgemmo una funzione che portò alla pace tra Libano e Israele. Ma il nostro errore più grande è stato quello di non avere esercitato un ruolo in Libia per fermare il conflitto in corso: la nostra presenza, per evidenti ragioni storiche, era pure richiesta".

D'Alema dà anche un giudizio sull'operato di Luigi Di Maio agli Esteri: "Apprezzo le sue buone intenzioni anche se a volte sembra essere distratto dalle questioni di politica interna e dalle vicende del suo Movimento".