Iran, generale Usa: quando nel 2007 decisi di non colpire Soleimani -3-

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Roma, 3 gen. (askanews) - "Se gli Stati Uniti tendono ad essere spasmodici nelle loro risposte in politica estera, l'Iran è straordinariamente coerente nei suoi obiettivi e nelle proprie azioni", ha rimarcato. Ma il grande potere conquistato da Soleimani, scriveva solo pochi mesi fa McChrystal, era dovuto anche a un mandato senza fine alla guida delle forze al Quds: "Soleimani gode di una libertà d'azione in un orizzonte temporale esteso che fa invidia a molti professionisti militari e di intelligence degli Stati Uniti", che non possono rimanere per decenni in posizione di comando.

Ed è proprio questa caratteristica americana, concluse McChrystal, a costituire "un punto di forza del sistema politico statunitense", perchè "una mentalità zelante e orientata all'azione, se non controllata, può essere usata come una forza per il bene, ma se sfruttata per interessi o valori sbagliati, le conseguenze possono essere disastrose. E Soleimani è particolarmente pericoloso" nella sua capacità di "modellare il futuro del Medio Oriente".