Iran, Guardiani della rivoluzione sequestrano petroliera britannica

Iran, Guardiani della rivoluzione sequestrano petroliere britanniche

Si fa sempre più incandescente la situazione nello Stretto di Homuz. I Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno annunciato di aver sequestrato la Stena Impero, petroliera britannica con 29 persone a bordo. In un comunicato apparso su Sepahnews, il sito internet dei Pasdaran, si precisa che la petroliera "non ha rispettato il codice internazionale" e il sequestro è stato eseguito "su richiesta dell'autorità portuale e marittima della provincia di Hormozgan". La Stena Impero era diretta verso l'Arabia Saudita quando improvvisamente, come spiega il governo di Londra, ha lasciato le acque internazionali all'altezza dello stretto di Hormuz e ora appare diretta, secondo i tracciati radar, verso l'isola iraniana di Qeshm, dove i Guardiani della Rivoluzione hanno una base. La Stena Bulk, proprietaria della nave, e la Northern Marine Management, hanno affermato che al momento non sono "in grado di contattare la nave".

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Sale la tensione tra Teheran e Washington

Quest'ultimo fatto va a complicare i già pessimi rapporti tra Teheran e Washington. L'ostaggio della petroliera arriva all'indomani dell'annuncio, sempre dei Pasdaran, del sequestro dell'emiratina Riah, accusata di contrabbando di petrolio, mentre Gibilterra ha prolungato di un mese il fermo dell'iraniana Grace 1, già bloccata da settimane per presunte violazioni delle sanzioni Ue alla Siria. Insomma, la "guerra delle petroliere" rischia di precipitare in un conflitto più esteso, con il presidente americano Donald Trump che ha parlato di Iran al telefono con il collega francese Emmanuel Macron e presto contatterà anche Londra.

Un’altra petroliera sequestrata

Poco dopo l’annuncio della petroliera Stena Impero, è giunta la notizia di una seconda nave sequestrata dai guardiani della Rivoluzione iraniana nello stretto. Si tratta della Mv Mesdar, battente bandiera liberiana. Lo ha annunciato la Cnn, citando un funzionario statunitense. La seconda nave, di proprietà della britannica Norbulk British Shipping, è stata poi rilasciata in tarda serata, dopo i controlli a bordo ha potuto riprendere la navigazione.


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Tentativi di mediazione

Dall'Europa arrivano forti segnali per tentare una mediazione. La cancelliera tedesca Angela Merkel plaude agli sforzi di Emmanuel Macron, ma il suo ministro degli Esteri Heiko Maas sottolinea "che c'è un forte pericolo di escalation". Anche l'Italia chiede di abbassare le tensioni: "Siamo attenti a un rischio di aumento della situazione di crisi perché è un'area a noi estremamente vicina - ha spiegato il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi - che tocca direttamente interessi non solo di tipo politico e strategico, ma interessi anche economici e commerciali". Difatti le quotazioni del petrolio sono tornate a salire, mentre quelle dell'oro hanno toccato i massimi da sei anni.