Iran-Stati Uniti, giovedì il punto del Papa su geopolitica e pace

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Città del Vaticano, 7 gen. (askanews) - Giovedì prossimo, nove gennaio, Papa Francesco pronuncia il consueto discorso agli ambasciatori accreditati presso la Sede Apostolica, tradizionale cartina di tornasole della geopolitica vaticana.

L'appuntamento è tanto più atteso dopo l'uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani, a Baghdad, lo scorso 3 gennaio per ordine del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e i venti di guerra che sono tornati a spirare in particolare in Medio Oriente.

All'Angelus di domenica scorsa, il Papa ha affermato: "In tante parti del mondo si sente una terribile aria di tensione. La guerra porta solo morte e distruzione. Chiamo tutte le parti a mantenere accesa la fiamma del dialogo e dell'autocontrollo e di scongiurare l'ombra dell'inimicizia. Preghiamo in silenzio perché il Signore ci dia questa grazia". Concetto che riecheggiava un tweet del giorno dopo: "Dobbiamo credere che l'altro ha il nostro stesso bisogno di pace. Non si ottiene la pace se non la si spera. Chiediamo al Signore il dono della pace!".

Ai microfoni di Vatican News, nei giorni scorsi, il nunzio apostolico in Iran, monsignor Leo Boccardi, ha fatto un appello ad "abbassare la tensione, chiamare tutti al negoziato e credere al dialogo sapendo, come la storia ci ha sempre insegnato, che la guerra e le armi non sono le soluzioni ai problemi che affliggono il mondo di oggi. Bisogna credere nel negoziato. Si deve credere nel dialogo. Bisogna rinunciare al conflitto e si deve 'armarsi' con le altre armi che sono quelle della giustizia e della buona volontà". Per il diplomatico vaticano, "pacta sunt servanda, dice una regola importante della diplomazia. E le regole del diritto devono essere rispettate da tutti".

Ogni guerra, ha scritto il Papa nell'ultimo messaggio per la Giornata mondiale della pace che si è celebrata lo scorso primo gennaio, "si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana". La guerra spesso nasce dall'insofferenza per la diversità dell'altro e che "fomenta il desiderio di possesso e la volontà di dominio", ha scritto il Papa nel messaggio dedicato al tema: "La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica". Per il Pontefice argentino, la speranza ci mette in cammino sulla via del la pace mentre la sfiducia e la paura aumentano "la fragilità dei rapporti e il rischio di violenza".