Iran, esplode la protesta: scontri a Teheran

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Altissima tensione a Teheran dopo l'ammissione da parte delle autorità iraniane della responsabilità nell'abbattimento dell'aereo ucraino all'alba di mercoledì. Centinaia di persone si sono riunite a Teheran, presso le università Shahid Beheshti e Allameh Tabataba'i, dove si sono tenute anche cerimonie di commemorazione delle vittime del disastro. Molti manifestanti, riferisce l'Isna, hanno chiesto le dimissioni dei responsabili dell'abbattimento dell'aereo civile. Manifestazioni anche in altre città iraniane, come Mashhad, Rasht, Kashan, Sanandaj e Amol. 

Le proteste si sono svolte sotto un ampio dispiegamento di forze di sicurezza. A Teheran la polizia antisommossa, i membri dell'élite della Guardia rivoluzionaria in moto e agenti di sicurezza in borghese sono stati inviati in vari punti della città. A piazza Azadi si sarebbero registrati violenti scontri. Alcuni video, non verificati, diffusi sui social, mostrano spari e lanci di lacrimogeni da parte degli agenti. 

In un atto apparentemente simbolico che rifiuta la propaganda del regime, un altro video che sta diventando mostra agli studenti che si rifiutano di non camminare sulle bandiere statunitensi e israeliane dipinte sul terreno all'Università Shahid Beheshti di Teheran. In alcune clip si possono ascoltare i manifestanti che cantano slogan anti-governativi, tra cui: "Stanno mentendo sul fatto che il nostro nemico è l'America, il nostro nemico è proprio qui". 

 

Intanto il ministero degli Esteri di Teheran ha convocato l'ambasciatore britannico in Iran Rob Macaire per accusarlo di aver preso parte ad una "dimostrazione illegale" ieri sera a Teheran. Ieri l'ambasciatore era stato fermato per qualche ora e poi rilasciato a causa della sua presenza alle manifestazioni davanti al Politecnico. La partecipazione di Macaire non aveva nulla a che vedere con il suo ruolo di rappresentante britannico ed ha contravvenuto alle norme diplomatiche, ha sottolineato il ministero, stando a quanto riportato dall'Irna. 

Oggi davanti all'ambasciata britannica si sono svolte manifestazioni di protesta durante le quali alcuni dimostranti hanno bruciato bandiere britanniche e chiesto l'espulsione di Macaire dal paese.  

Macaire ha assicurato che nel momento in cui è stato fermato dalle autorità del Paese con l'accusa di "fomentare una protesta" si stava limitando a prendere parte a una veglia per le vittime del disastro aereo di mercoledì vicino Teheran. "Grazie per i messaggi", ha scritto oggi su Twitter il diplomatico. "Posso confermare che non stavo partecipando ad alcuna protesta. Sono stato a un evento descritto come una veglia per le vittime del volo PS752". Il diplomatico ha spiegato di aver considerato 'normale' andare di persona a rendere omaggio alla memoria delle vittime tra le quali figurano tre cittadini britannici, ma ha voluto precisare di aver lasciato il posto dopo cinque minuti, quando alcuni hanno iniziato ad intonare canti. "Dopo aver lasciato la zona sono stato fermato e trattenuto per mezz'ora", ha scritto, ricordando che "l'arresto di personale diplomatico è illegale in tutti i Paesi. Macaire ha quindi rimandato alla nota di protesta del ministro degli Esteri britannico Dominic Raab, che ha denunciato una 'flagrante violazione del diritto internazionale'.  

"L'arresto temporaneo dell'Ambasciatore britannico a Teheran è inaccettabile", ha twittato la Farnesina. "Esprimiamo solidarietà al Regno Unito e lanciamo forte richiamo all'Iran perché rispetti norme e principi di diritto internazionale". 

Con i manifestanti iraniani si è schierato Donald Trump che su Twitter ha postato un messaggio indirizzato 'ai leader dell'Iran'. "Migliaia di persone sono già state uccise o incarcerate da voi e il mondo sta guardando. Ancora più importante, gli Stati Uniti stanno guardando. Ripristinate le connessioni Internet e lasciate che i giornalisti navighino gratis! Smettete di uccidere il vostro grande popolo iraniano!", ha twittato il presidente degli Stati Uniti.