Iraq: lanciò le sue scarpe contro Bush, oggi sostiene le proteste contro il governo

Nel 2008 con il suo gesto di sfida il giornalista Muntadhar al-Zaidi finì al centro delle cronache internazionali. Oggi è una delle voci più critiche del governo. Euronews lo ha intervistato

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    Niente recita natalizia in un asilo: “Offende bimbi non cattolici”

    La decisione di rendere vietate le recite di Natale in un asilo in provincia di Ancona ha creato malcontento tra i genitori e i consiglieri comunali.

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    Allarme batterio killer: due casi in Lombardia

    Dopo i numerosi casi in Toscana è allarme batterio killer anche in Lombardia: due persone colpite

  • Le città che possono insegnare a Venezia come difendersi dall'acqua
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    Le città che possono insegnare a Venezia come difendersi dall'acqua

    Dighe, polder, dune, sbarramenti: sono tanti gli impianti in servizio nel mondo per proteggere città e intere regioni da un eventuale innalzamento del livello delle acque, che in questi giorni infligge danni incalcolabili a Venezia: dall'Olanda, modello in questo settore, alla Gran Bretagna passando per Russia e Stati Uniti. OlandaCon un territorio per il 40% sotto il livello del mare, senza i suoi 18 mila chilometri di dighe, dune e sbarramenti l'Olanda sarebbe solo una grande palude e non la quinta economia dell'Eurozona. Da decenni non solo si sta proteggendo da un potenziale innalzamento del livello delle acque del Mare del Nord ma sta anche esportando le sue soluzioni in tutto il mondo, con 7 miliardi di fatturato annuo.Nei Paesi Bassi, dopo la grande inondazione della Zelanda nel 1953, è stato realizzato il mega progetto del Piano Delta, andato avanti tra il 1954 e il 1997. Si tratta del più grande sistema al mondo di protezione dal mare a tutela della zona densamente popolata della foce del Reno, della Mosa e della Schelda. Il Piano Delta è costituito da 13 opere idrauliche diverse e innovative: 3 chiuse, 6 dighe e 4 barriere anti mareggiata. Sono tutt'ora una grande attrattiva e caratteristica dell'Olanda, oltre a collegare tra loro in maniera innovativa le isole.Uno degli impianti più noti è la grande diga di sbarramento Oosterscheldekering, la barriera della Schelda orientale, situata nella provincia occidentale dello Zeeland, costruita tra il 1976 e il 1986, che protegge Amsterdam. Il progetto costò l'equivalente di 2,5 miliardi di euro, vale a dire circa due terzi del costo dell'intero Piano Delta.La diga anti mareggiata, lunga 9 chilometri - la più estesa nel Paese - è formata da 65 piloni e 62 paratie scorrevoli alte dai 6 ai 12 metri, che si alzano verso l'alto e il basso, azionate dalla J.W. Topshuis, che si trova sull'isola di Neeltje Jans. Le paratie vengono chiuse in media una volta all'anno quando si prevede un innalzamento del livello dell'acqua di tre metri rispetto al NAP, ovvero il "Livello Normale di Amsterdam", utilizzato da secoli in Olanda come punto di riferimento per tutte le misurazioni del livello del suolo.In 75 minuti le paratie vengono chiuse completamente, proteggendo quindi il paese da eventuali inondazioni dal Mare del Nord. Il progetto iniziale prevedeva la costruzione di una diga chiusa ma poi, grazie alla collaborazione di ambientalisti, pescatori e ostricoltori, e' stato modificato in una diga semi aperta per evitare la scomparsa della flora e fauna marina.I marinai possono ancora raggiungere il mare aperto attraverso la barriera passando per la chiusa Roompotsluis, quindi andare a pescare le aragoste della Schelda orientale oltre a pesce prelibato mentre vengono sempre coltivate le ostriche della Zelanda. Inoltre la barriera collega anche le isole di Schouwen-Duiveland e Noord-Beveland nella provincia dello Zeeland. L'intera area, importante attrazione turistica, è stata dichiarata parco nazionale con il nome di "Parco nazionale della Schelda orientale".A proteggere dalle inondazioni costiere Rotterdam e il suo porto è la barriera della Meslant (Maeslantkering) nella provincia Zuid-Holland, localizzata all'imboccatura del Nieuwe Waterweg nel Mare del Nord, realizzata tra il 1991 e il 1997, opera conclusiva del Piano Delta. E' costituita da due paratoie rotanti in acciaio alte 22 metri e lunghe ciascuna 210 metri, azionate da un sistema automatico che si attiva all'innalzamento del livello delle acque. Vengono chiuse annualmente per verificarne il funzionamento e l'intero processo necessita di circa quattro ore, due per la chiusura e due per l'apertura.L'8 novembre 2007 le paratoie furono chiuse per affrontare l'emergenza derivata dalla tempesta "Tilo", causa di onde alte a 3 metri di altezza. Negli ultimi anni la città di Rotterdam sta affrontando il problema dell'innalzamento del livello del mare con soluzioni innovative e green: un giardino pensile che può diventare uno Smart Roof per prevedere le precipitazioni e conservare l'acqua piovana e una fattoria galleggiante di 35 mucche che forniscono alla gente del posto la loro pinta di latte fresco al giorno. Gran BretagnaIl Tamigi è traversato da una barriera, la Thames Barrier, alta come un edificio di sei piani che chiude i portelloni quando il mare minaccia di allagare l'entroterra. Situata a Woolwich Reach, a sud dell'abitato di Londra, il suo scopo è quello di prevenire eccezionali ondate di alta marea. La struttura di regolazione del flusso del fiume omonimo e' stata costruita tra il 1974 e il 1984 ed è costata circa 623 milioni di euro.È costituita da nove piloni di calcestruzzo e due spalle sulle rive del fiume, suddividendo la larghezza del fiume in quattro canali larghi 60 metri, due più piccoli da 30 metri, tutti navigabili, ed altri quattro larghi 30 metri non navigabili. Comprende paratie costruite in acciaio che ruotano su se stesse per chiudere i varchi in caso di necessità. Sono vuote all'interno e possono essere riempite d'acqua in caso di necessità, divenendo operative e chiuse in soli 15 minuti dalla loro messa in funzione.Prima del 1990, il sistema era entrato in funzione da una a due volte l'anno in media. Dal 1990 il numero delle chiusure è aumentato a quattro per anno e nel 2003 vennero chiuse per ben 14 maree consecutive. Le barriere vennero chiuse due volte il 9 novembre 2007 per far fronte ad una tempesta sul mare del Nord simile a quella del 1953. Nell'inverno 2013-2014 le paratie sono state chiuse per ben 28 volte, stabilendo un record. RussiaNel 2011 a San Pietroburgo è stata inaugurata una diga colossale per proteggere la città dalle piene del fiume Neva, separandolo dal resto del Golfo di Finlandia. Il dispositivo lungo 25 chilometri, più imponente opera pubblica costruita in Russia negli ultimi anni, costata l'equivalente di 2,7 miliardi di euro, può resistere a piene di oltre 5 metri.La sua costruzione è cominciata nel 1971 e dopo alcuni anni di fermo, negli anni 90 e 2000, il cantiere è stato riaperto dal presidente Vladimir Putin, originario di San Pietroburgo, con l'aiuto di esperti olandesi e grazie al sostegno della Banca europea per gli investimenti. Concepita dal britannico Halcrow Group, la diga è lunga 25,4 km e alta 8 metri.L'opera di protezione con argini estesi su 23 km è sormontata da un'autostrada a sei corsie e comprende opere idrauliche oltre a due passaggi navigabili da grandi imbarcazione e sei passaggi larghi 300 metri che lasciano transitare l'acqua liberamente. In caso di allerta sportelli e valvole vengono chiusi per formare una barriera totalmente ermetica. La diga è oggetto di critiche da parte degli ambientalisti. Stati UnitiIl 23 agosto 2005 l'uragano Katrina ha sommerso l'80% della città di New Orleans: gli argini dei numerosi canali che la attraversano non hanno retto. In difesa di New Orleans è stato costruito un nuovo anello di dighe, barriere, chiuse e pompe collegate tra loro, lungo 560 chilometri. La città della Louisiana è all'80% sotto il livello del mare.

  • Stupro in fast-food, McDonald's: arrestato non è nostro dipendente
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    Stupro in fast-food, McDonald's: arrestato non è nostro dipendente

    Autore della violenza a turista russa "lavora per ditta pulizie"

  • Tangenti, arrestata Lara Comi
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    Tangenti, arrestata Lara Comi

    Ai domiciliari l'ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi. Tre le misure cautelari, di cui una in carcere, applicate dai finanzieri del Nucleo Polizia economico-finanziaria di Milano e della compagnia Busto Arsizio in seguito all'esecuzione di un'ordinanza del gip di Milano per la seconda fase dell'inchiesta 'Mensa dei poveri'. Le accuse per gli indagati sono, a vario titolo, di corruzione, finanziamento illecito e truffa. Oltre a Comi, ai domiciliari è finito Paolo Orrigoni l'amministratore delegato della catena di supermercati Tigros, mentre si sono aperte le porte del carcere per Giuseppe Zingale, già protagonista nella prima parte dell'indagine e che continua a ricoprire la carica di direttore generale di Afol, azienda accredita presso Regione Lombardia per i servizi di formazione e lavoro.  In particolare tra gli episodi contestati a Comi risulta, a dire dell'accusa, un finanziamento illecito erogato dall'imprenditore bresciano Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, indagato nei mesi scorsi. Le misure cautelari di oggi, firmate dal gip di Milano Raffaella Mascarino, sono il secondo filone dell'inchiesta 'Mensa dei poveri' che lo scorso 7 maggio ha coinvolto 43 persone, tra cui altri esponenti politici. In particolare questa parte dell’indagine riguarda le modalità con cui l'imprenditore varesino si sarebbe attivato per il cambio di destinazione urbanistica di un’importante area, da industriale a commerciale, per potervi costruire un’attività̀ commerciale; di come professionisti e imprese abbiano ottenuto fittizi incarichi di consulenza, conferiti da società a partecipazione pubblica, in cambio della successiva retrocessione agli indagati di una parte dell'incasso.  Non solo: nell'indagine milanese si contesta anche la truffa ai danni del bilancio dell’Unione Europea in relazione a fittizi contratti stipulati per mansioni di collaborazione con spese a carico del Parlamento europeo, creando così 'provviste' di denaro a favore degli indagati mediante la retrocessione di una quota del corrispettivo liquidato. Tra i reati contestati anche l'emissione di fatture false.  L'ORDINANZA - "Nonostante la giovane età - sostiene il gip di Milano, Raffaella Mascarino, nell'ordinanza con cui ha applicato la richiesta di arresti domiciliari - Lara Comi ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel far ricorso ai diversi collaudati schemi criminosi volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche, all'incameramento di finanziamenti illeciti". Il tutto, secondo il gip, "attraverso la retrodatazione di quota parte degli esborsi erogati per lo svolgimento di consulenze, attraverso l'ingiustificato aumento di emolumenti di cui chiede il rimborso all'ente di appartenenza, attraverso la predisposizione di consulenze fittizie attraverso la cui remunerazione mascherare l'ottenimento di finanziamenti illeciti". Caianiello: "Comi mi chiese di intercedere con Gelmini" La misura degli arresti domiciliari per l'ex eurodeputata azzurra risulta idonea per il gip rispetto ai reati contestati, vista la "refrattarietà dimostrata dalla Comi in merito al rispetto delle regole". Inoltre Comi potrebbe ripetere le condotte che le vengono contestate "in una pluralità di scenari che non presuppongono necessariamente l'attuale copertura di una pubblica funzione".  Comi, sostiene il gip, avrebbe inoltre mostrato una "peculiare abilità" nello "sfruttare al meglio la sua rete di conoscenze al fine di trarre dal munus publicum di cui era investita per espressione della volontà popolare il massimo vantaggio in termini economici e di ampliamento della propria sfera di visibilità". Per Mascarino i reati contestati agli indagati - tra cui truffa ai danni del parlamento europeo e finanziamento illecito - evidenziano "un quadro di grave allarme sociale". Gli indagati con "spregiudicatezza e disinvoltura" avrebbero agito con l'obiettivo di "beneficiare di favori in ragione della funzione pubblica esercitata o del sistema di relazioni ad essa funzionali, con conseguente sviamento dei poteri pubblici conferiti in favore del soddisfacimento di interessi personali".  Secondo gli investigatori, l'ex parlamentare sapeva di essere nel mirino degli inquirenti e di poter essere indagata. In una conversazione intercettata cerca di concordare versioni da fornire a giornalisti e magistrati. "Comunque oggi io dirò che non ho mai preso 17k (17mila euro, secondo l'accusa, ndr), non ho mai avuto consulenze con Afol né di società a me collegate che non esistono...", dice rivolgendosi a Maria Teresa Bergamaschi (LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO).

  • Ferrari Roma, la nuova coupé "2+" vista e raccontata dal vivo
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    Ferrari Roma, la nuova coupé "2+" vista e raccontata dal vivo

    La GT di Maranello senza segreti, toccata con mano. Intervistiamo chi l'ha progettata

  • Paura all’aeroporto di Sharm El Sheikh: velivolo prende fuoco in pista
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    Paura all’aeroporto di Sharm El Sheikh: velivolo prende fuoco in pista

    Attimi di terrore tra i passeggeri di un velivolo che ha preso fuoco sulla pista: decisivo l'intervento tempestivo degli addetti alla sicurezza.

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    Pd, Orfini: ecco le mie cinque proposte per per il partito

    Roma, 14 nov. (askanews) - "Zingaretti ci chiede di sostenere le scelte fatte con la legge di stabilità senza avanzare proposte per non turbare un già fragile equilibrio di governo. E sia, accogliamo l'invito. Ma crediamo che subito dopo il nostro partito abbia bisogno di scuotersi dal torpore e di tornare a combattere per le proprie idee. Per questo presenteremo insieme ad altri colleghi 5 ordini del giorno all'assemblea di Bologna", ad annunciarlo è Matteo Orfini, parlamentare del Partito Democratico che con un post su Facebook lancia la raccolta firme.

  • Silvio Muccino oggi: “Ha lasciato il set e lavora il legno”
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    Silvio Muccino oggi: “Ha lasciato il set e lavora il legno”

    Cosa fa oggi Silvio Muccino? Stando a quanto sostiene Chi, ha deciso di dedicarsi ad una delle sue più grandi passioni: di che si tratta?

  • Gruber-Meloni, lite in diretta: "Le tolgo l'audio"
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    Gruber-Meloni, lite in diretta: "Le tolgo l'audio"

    "Non c'è ambiguità nella destra italiana?". Lite in diretta fra Lilli Gruber e Giorgia Meloni su La7 dopo una domanda sull'antisemitismo. A far scattare la giornalista, la risposta della leader di Fratelli d'Italia: "Forse - ha replicato Meloni - c'è ambiguità nella sinistra italiana, che se ci fosse stata la parola Israele nelle mozione Segre non l'avrebbe votata". Una risposta fuori tema per Gruber, indispettita dalla mossa di Meloni, che per rafforzare la tesi tira fuori gli screenshot dei tweet di Chef Rubio contro Israele e di Michele Anzaldi di Italia Viva, che ha chiesto per Rubio un programma in Rai. "Io penso di avere il dovere di farle delle domande, e siccome oggi ho ospite una rappresentante della destra italiana chiedo delle questioni attinenti...", sbotta Gruber intimando: "Le faccio togliere l'audio! Mi faccia finire che già facciamo tardissimo e mi licenziano, per cui - continua - le faccio le domande sulla destra italiana su cui non ha risposto... ha detto che vanno bene i citofoni", la stoccata, in riferimento al video - poi rimosso - in cui due esponenti di Fratelli d'Italia leggono nomi e cognomi dei migranti assegnatari delle case popolari sui citofoni di alcuni palazzi di Bologna."Ma che c'entrano i citofoni col sionismo? Lei - attacca Meloni - sta facendo molta confusione! Su questa cosa mi indispettisco, lei sta facendo delle accuse verso di me verso la destra italiana". "No - la replica di Gruber, che chiude lo scontro -, mi indispettisco io e non sto facendo accuse... ha fatto tutto lei".

  • Motorola sfida Samsung e Huawei con uno smartphone pieghevole. Torna il Razr
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    Motorola sfida Samsung e Huawei con uno smartphone pieghevole. Torna il Razr

    Prima dell'avvento degli smartphone, che hanno rivoluzionato il mercato e spazzato via chi non si è dimostrato pronto a recepire il cambiamento, il Razr di Motorola era un telefonino iconico. All'epoca, e siamo a metà del primo decennio degli anni 2000, si chiamavano ancora così e le app non esistevano se non nella mente di Steve Jobs e di qualche altro visionario.Ora, quasi 15 anni dopo, il Razr torna e lo fa alla grande, sfidando chi ha divorato il suo mercato (Apple e Samsung prima, Huawei e gli altri dopo) sull'ultimo terreno di confronto: gli smartphone pieghevoli.Meno di una settimana fa Samsung ha presentato il suo Fold, frutto di una frettolosa gestazione che ha costretto a un precipitoso rinvio dell'immissione sul mercato e ora Motorola - la cui divisione Mobility, dopo lo scorporo del 2011, è entrata nel 2016 in Lenovo \- lancia il suo Razr con schermo pieghevole, evoluzione del flip phone che ha segnato un'epoca.La differenza fondamentale con il Fold e con il Mate X di Huawei è che invece di aprirsi a libretto, si apre a conchiglia. Per arrivare a questo modello, nelle fasi iniziali di ricerca e sviluppo Motorola ha ideato e collaudato 20 prototipi fino a scegliere il design a conchiglia nella convinzione che sia la soluzione perfetta per soddisfare l'esigenza di portabilità e quella di avere un display di grandi dimensioni.Costruito in acciaio inossidabile e vetro 3D Gorilla Glass, monta una cerniera zero-gap per mantenere entrambi i lati del display flessibile a filo quando il telefono è chiuso, e proteggere lo schermo da polvere e impurità.L'antenna occupa uno spazio due volte più piccolo rispetto a quello degli smartphone tradizionali, il display Flex View da 6,2 pollici offre un rapporto di 21:9. Sulla parte esteriore un display interattivo da 2,7 pollici permette di chiamare, rispondere ai messaggi, effettuare pagamenti, ascoltare musica, scattare selfie, usare Google Assistant e accedere a comandi personalizzati, come attivare o disattivare Bluetooth, Wi-Fi, Hotspot senza dover aprire il telefono.Il processore è uno Snapdragon 710 con 6 giga di Ram e 128 di memoria. La fotocamera posteriore è da 16 Mp e quella anteriore da 5. La batteria è da 2.150 mAh. Il sistema operativo è Android 9, il penultimo nato in casa Google. Sarà in prevendita in Italia dal 4 Dicembre a 1.600 euro.

  • Gomme invernali e catene da neve, tutte le ordinanze 2019/2020
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    Gomme invernali e catene da neve, tutte le ordinanze 2019/2020

    Regione per Regione ecco dove scattano gli obblighi di dotazioni invernali dal 15 novembre 2019 al 15 aprile 2020

  • Berlusconi e il caso Carfagna, acque agitate in Forza Italia
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    Berlusconi e il caso Carfagna, acque agitate in Forza Italia

    Il caso Carfagna continua ad agitare Forza Italia. Anche ieri Silvio Berlusconi ha insistito sul nome di Stefano Caldoro per la corsa alla presidenza della Campania in vista delle prossime regionali. Visto il gelo con Mara Carfagna, raccontano che il Cav faccia sul serio e la candidatura dell'ex governatore non sia una boutade, tant'è che la proporrà ufficialmente agli alleati Lega-Fdi nel fine settimana. C'è chi, però, crede che uno spiraglio per Mara ci sia ancora, anche se molto piccolo.  In queste ore circolano versioni contrastanti su cosa farà Carfagna: molti scommettono che ''per come si sono messe le cose'', sarà costretta a dire addio a Fi, ma starebbe aspettando solo il momento opportuno e i 'numeri' per creare gruppi autonomi. Al Senato, come alla Camera, raccontano, i malpancisti antisovranisti sono tanti e i più agguerriti sarebbero pronti ad andar via anche ''senza Mara''. "E' solo una questione di tempo", dice un big azzurro. I 'carfagnani' attendono segnali dalla loro leader. I suoi fedelissimi campani non vogliono strappare e fanno pressing per restare e giocarsi la propria partita politica dentro il partito. Gli ultimi boatos dicono che venerdì scorso, nella cena ad Arcore, Berlusconi abbia offerto alla Carfagna la guida di 'Altra Italia', prima che la situazione precipitasse per il presunto 'flirt' tra Carfagna e Matteo Renzi nel fine settimana.  C'è chi assicura che Berlusconi e Carfagna avessero fissato anche una road map, concordando un percorso politico preciso. Poi, raccontano alcune fonti azzurre, per colpa di "veti incrociati e la sotterranea guerra tra filosalviniani e antisovranisti", ''nuovi e vecchi cerchi magici'', tutto sarebbe saltato usando come pretesto la battuta pronunciata sabato mattina dall'ex ministra a Milano (''Forza Italia Viva? può essere una suggestione'').  Nei prossimi giorni si attendono novità. Nei capannelli a Montecitorio si parla solo dei parlamentari con un piede fuori, pronti ad appoggiare il governo. E si stilano black list. Dopo il Senato il Cav ha parlato alla Camera per bloccare il tana liberi tutti e provare a serrare i ranghi e portare un pò di ordine nel partito. In questi giorni ci saranno incontri e contatti riservati per tentare l'ultima mediazione. "Di sicuro qualcosa si è rotto'', dice un esponente della vecchia guardia e ''rimettere i cocci a posto non sarà facile per nessuno''.

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    Il giovane Tobia non ce l'ha fatta: lo scorso 8 novembre un convoglio lo aveva investito e nonostante le operazioni di soccorso è deceduto.

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    Michele Cucuzza. storico conduttore televisivo, è noto per trattare argomenti seri in un modo più leggero: scopriamo cosa fa oggi il giornalista.

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    Capiva attraverso apposite apparecchiature della propria attività se il Gratta e Vinci era vincente o meno: ora il barista è indagato per truffa.

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    Bene GLB ed Explorer, con CX-30 al top. La nuova Corsa, invece, manca di poco le 5 stelle

  • Prescriveva antidepressivi e ansiolitici per dimagrire, arrestato medico
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    Prescriveva antidepressivi e ansiolitici per dimagrire, arrestato medico

    Un medico torinese, con studio anche a Pistoia, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver prescritto ansiolitici e antidepressivi, e altri medicinali a funzione psicotropa, come dimagranti. Indagate anche due farmaciste della città toscana per il quale il gip ha disposto l'obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria.Le indagini sono state avviate nel gennaio scorsi con il sequestro nelle farmacia da parte dei militari del Nas di centinaia di ricette con prescrizioni di farmaci vietati tutte firmate dal medico torinese specializzato in scienza dell'alimentazione oggi finito agli arresti domiciliari.Le verifiche dei carabinieri hanno consentito di accertare che il professionista, tra il 2017 e il 2018, aveva compilato centinaia di ricette per diversi tipi di farmaci (preparazioni magistrali in capsule da allestire in farmacia) anche con azione stupefacente o psicotropa il cui utilizzo è vietato per dimagrire. Nelle prescrizioni veniva attestato che i medicinali servivano per curare le patologie per i quali erano stati approvati - come disturbi depressivi e ansia - mentre invece erano utilizzati per perdere peso.Nell'inchiesta sono coinvolte anche la titolare ed una dipendente della farmacia di Pistoia, a pochi metri dallo studio medico, che, pur consapevoli che le prescrizioni mediche attestavano patologie fasulle, preparavano i farmaci contenenti ansiolitici, antidepressivi e ormoni tiroidei, anche ad azione stupefacente.

  • Camion di pietre contro autobus di studenti: morti in 12
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    Camion di pietre contro autobus di studenti: morti in 12

    Tragedia in Slovacchia: un camion carico di pietre si è scontrato con un autobus di studenti. Il bilancio è drammatico

  • Cane dipinto di verde in Malesia, le proteste sui social network
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    Cane dipinto di verde in Malesia, le proteste sui social network

    È al momento in cura dai veterinari il cane dipinto di verde ritrovato mentre girovagava in un quartiere della città di Shah Alam, in Malesia.