Iraq, i leader arabi al Summit di Baghdad e c’è anche Macron

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Roma, 28 ago. (askanews) – All’aeroporto di Baghdad arrivano i leader dei Paesi arabi che prendono parte al Summit regionale sull’Iraq: il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il re di Giordania Abdullah II, il primo ministro del Kuwait lo sceicco Sabah al-Khaled al-Sabah, l’emiro del Qatar sceicco al Tamim al-Than, l’emiro di Dubai e primo ministro degli Emirati Arabi, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Presenti anche i ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita.

Bocche cucite degli organizzatori in merito all’agenda del meeting, a cui partecipa anche il presidente francese Emmanuel Macron, mentre l’Iraq, per lungo tempo nel mirino degli jihadisti, punta ad assumere un ruolo da mediatore tra i Paesi arabi e l’Iran. È una conferenza storica, che rischia tuttavia di rimanere oscurata a causa della crisi afghana. L’Iraq è essenziale per la stabilità della Regione, è il messaggio di Macron, ricevuto dal presidente iracheno Barham Saleh e dal primo ministro Mustafà al-Kadhemi:

“Come sapete la Francia considera la stabilità dell’Iraq fondamentale, e questa passa prima di tutto attraverso la lotta a Daesh e la ricostruzione delle regioni liberate”.

“Sappiamo tutti che non dobbiamo abbassare la guardia, perché Daesh rimane una minaccia e so che la lotta a questi gruppi terroristici rimane una priorità per il vostro governo”, ha aggiunto il presidente francese, mentre Kadhemi ha sottolineato come Francia e Iraq siano “partner chiave” nella guerra al terrorismo.

L’Iraq punta a un “ruolo unificatore” per affrontare le crisi che scuotono la Regione, hanno sottolineato fonti vicino al primo ministro iracheno.

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