Iraq, l'Isis rivendica l'attacco agli italiani ma la missione continua

Umberto De Giovannangeli
Ansa

L’allarme Jihad era scattato ben prima dell’attacco di ieri. Un allarme che investe Paesi nei quali l’Italia è impegnata sul campo- Iraq, Libano, Afghanistan, Somalia – o dove ha importanti interessi economici e geopolitici da proteggere (Libia). Ora però è davvero scattato l’allarme rosso. Ora che l’Isis ha rivendicato l’attacco ai militari italiani in Iraq, nei pressi di Kirkuk. Lo riferisce il Site. Il comunicato è stato diffuso attraverso l’agenzia di propaganda Amaq: “Con l’aiuto di Dio, soldati del Califfato hanno colpito un veicolo 4X4 con a bordo esponenti della coalizione internazionale crociata ed esponenti dell’antiterrorismo peshmerga nella zona di Kifri, con un ordigno, causando la sua distruzione e ferendo quattro crociati e quattro apostati”.

Il comunicato specifica come l’attacco sia avvenuto sia contro i militari italiani che contro le forze peshmerga. Materia sufficiente per la riunione del Consiglio Supremo di Difesa svoltasi nel pomeriggio al Quirinale. Proprio il primo punto all’ordine del giorno della riunione alla Presidenza della Repubblica recita così: «Punto della situazione sulle principali aree di crisi ed evoluzione delle forme di minaccia, con particolare riferimento al terrorismo transnazionale di matrice jihadista. Impiego dello Strumento Militare nazionale nell’ambito dei diversi Teatri Operativi”. Oltre a Mattarella erano presenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i ministri Luigi Di Maio (Affari Esteri), Luciana Lamorgese (Interno), Roberto Gualtieri (Economia e Finanze), Lorenzo Guerini (Difesa), Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Lorenzo Fraccaro, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti, il capo di Smd Vecciarelli e il segretario del Consiglio supremo, generale Rolando Mosca Moschini. Una configurazione al massimo livello politico istituzionale per la sicurezza nazionale. Al termine della...

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