Missili su base Usa in Iraq: almeno 80 morti e 200 feriti

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L’Iran ha dato avvio all’operazione “Soleimani martire” tramite il lancio di almeno nove missili su una base militare che ospita soldati Usa in Iraq. A rivendicare l’attacco è stato il Corpo delle guardie della Rivoluzione Islamica, anche detto Pasdaran, di cui il generale ucciso era il comandante della squadra d’élite. Diversi gli obiettivi colpiti: sarebbero almeno 80 le vittime e 200 i feriti.

Iraq: “L’Iran ci ha allertati”

Il governo iracheno sapeva degli imminenti raid iraniani. Lo ha confermato il premier Mahdi, dichiarando di essere stato allertato da Teheran tramite un messaggio verbale prima dell’attacco aver “immediatamente avvertito il comando militare iracheno. L’Iran ha indicato che la risposta all’uccisione di Soleimani iniziava o stava per iniziare sulle zone a presenza Usa”.

Rohani: “Via gli Usa dalla regione”

Uccidere Soleimani danneggia non solo l’Iran ma anche l’Occidente: questo l’allarme lanciato da Hassan Rohani. Su Twitter, il presidente iraniano ha dichiarato che “il generale ha combattuto eroicamente contro l’Isis, Al Nusrah, Al Qaeda. Se non fosse per la sua guerra contro il terrorismo, le capitali europee sarebbero in grande pericolo in questo momento”. Per questo motivo “la nostra risposta finale alla sua morte sarà la cacciata di tutte le forze americane dalla regione“.

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In precedenza, il presidente aveva già annunciato che Teheran “taglierà le gambe” agli Stati Uniti così come Washington ha “tagliato la mano” al generale Soleimani. Più cauto l’ambasciatore iraniano all’Onu, Majid Takht-e Ravanchi, che in una lettera ad Antonio Guterres ha assicurato che l’Iran “non vuole la guerra” ma si riserva di esercitare il “diritto all’autodifesa”. Il Paese “prenderà tutte le necessarie e proporzionate misure contro ogni minaccia o uso della forza”.

Di Maio: “La storia si ripete”

È accaduto quello che temevamo“, ha commentato Luigi Di Maio – in un lungo post su Facebook – all’indomani del raid iraniano in Iraq. La Franesina segue “con particolare preoccupazione gli ultimi sviluppi” e “condanna l’attacco da parte di Teheran. È la storia che si ripete”. Il ministro degli Esteri ha poi invitato “entrambe le parti alla moderazione e alla responsabilità”, ricordando che la crisi rischia di aggravare le condizioni di una regione che “vive una instabilità da decenni. Una nuova guerra spingerà la proliferazione di cellule terroristiche e di nuovi flussi migratori”.

Le Sardine condannano la guerra

La condanna del conflitto tra Usa e Iran è arrivata – sempre tramite Facebook – anche da parte delle Sardine, che hanno lanciato un appello ricordando l’articolo 11 della Costituzione italiana. La vignetta, firmata da Vauro, unisce il disegno di una sardina con quello di un missile.

Israele: “Reagiremo con potenza”

Il generale Soleimani “era responsabile della morte di numerosissimi innocenti” e per questo “Israele si schiera completamente dalla parte degli americani”. Lo ha dichiarato Benjamin Netanyahu, commentando il lancio di missili sulla base militare Usa in Iraq. Il primo ministro israeliano ha aggiunto che il Paese “terrà duro di fronte a chi vorrebbe annientarci. Chiunque cercherà di colpirci riceverà una risposta estremamente potente“.

Missili su base militare Usa in Iraq

La base americana in questione è quella di Ain Al Asad, la più importante presente nello Stato. Secondo alcune agenzie altri attacchi si sarebbero verificati ad Erbil, nel Kurdistan iracheno, per un totale di tredici missili. Diversi sarebbero infatti gli obiettivi colpiti che hanno messo in allarme soldati e personale Usa.

Questo sarebbe confermato dalla dichiarazione riportata da una giornalista americana proveniente dall’esercito Usa secondo cui l’intero Paese è sotto attacco missilistico. “Si tratta o di missili cruise o di missili balistici a corto raggio“, avrebbero affermato i militari. Ancora non è chiaro se tra loro ci siano vittime o feriti.

Illeso il contingente italiano

I missili lanciati dall’Iran hanno colpito anche una base a Ebril, dove ha sede il contingente italiano. Stando alle prime informazioni i militari si sarebbero radunati in un’area di sicurezza rifugiandosi poi in appositi bunker. Nessuno di loro avrebbe riportato ferite e non si registrano vittime tra i connazionali.

L’operazione “Soleimani martire”

La feroce vedetta delle Guardie Rivoluzionarie è iniziata“, avrebbero detto dall’Iran. Se ciò trovasse conferma vorrebbe dire che il contrattacco mediorientale conseguente all’uccisione di Soleimani da parte dell’America ha avuto inizio. Intanto Donald Trump ha avuto notizia dell’accaduto e sta monitorando la situazione da Washington. I più temono una dura reazione da parte sua, dopo l‘annuncio avvenuto via Twitter dell’intenzione di colpire 52 siti iraniani qualora qualche americano fosse stato colpito.

Trump: “Va tutto bene”

Dopo l’inizio dell’operazione, il presidente degli Stati Uniti d’America è intervenuto su Twitter: “Missili lanciati dall’Iran a due basi militari in Iraq. Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Abbiamo le truppe più equipaggiate e forti al mondo” ha scritto prima di annunciare una nuova dichiarazione nella mattinata di mercoledì 8 gennaio.

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