Iraq, Nato rafforzerà addestramento: invierà fino a 5.000 soldati

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 16 feb. (askanews) - I ministri della Difesa della Nato sono pronti ad espandere la missione di addestramento dell'alleanza militare in Iraq una volta che la pandemia di coronavirus si sarà attenuata, rafforzando e ampliando il ruolo dell'Alleanza atlantica in Medio Oriente. Una decisione dovrebbe arrivare al vertice dei ministri della Difesa della Nato di giovedì prossimo a Bruxelles, quando la missione dovrebbe essere allargata dal suo massimo attuale di circa 500 soldati a 4.000 o 5.000 effettivi, hanno riferito fonti diplomatiche citate dalla Reuters.

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha detto ieri di attendersi il via libera dei ministri della Difesa a una missione ampliata, con più personale alleato dispiegato in diverse istituzioni di sicurezza in tutto l'Iraq. "La missione si espanderà gradualmente, in risposta alla situazione", ha commentato.

La Nato è impegnata in una missione non di combattimento, ma di "addestramento e consulenza" a Baghdad dall'ottobre 2018. I piani per ampliare la missione sono stati ritardati, in parte, dal Covid-19 e anche dalle preoccupazioni sulla stabilità regionale dopo che un drone statunitense ha ucciso il generale iraniano Qasem Soleimani nella capitale irachena il 3 gennaio 2020.

I piani di espansione della missione, elaborati in passato, erano stati messi a punto principalmente in risposta alla richiesta dell'allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un maggiore impegno dell'Alleanza atlantica in Medio Oriente. In questa occasione però, secondo quanto spiegato da alcune fonti diplomatiche, sarebbe stato il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi, ex capo dell'intelligence e alleato degli Stati Uniti, ad auspicare una maggiore presenza della Nato nel paese, che attraversa un momento di crescente insicurezza.

L'ultimo attacco di presunti jihadisti risale a ieri sera, quando una base della coalizione internazionale anti Daesh a Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata colpita da tre razzi Idf. Un contractor civile è rimasto ucciso e altri cinque sono rimasti feriti, assieme a un militare statunitense. Nessun militare italiano dislocato presso la base, invece, è rimasto coinvolto. L'Italia, in una nota della Farnesina, ha condannato l'attacco e confermato "il suo impegno, al fianco del Governo iracheno e delle Autorità regionali del Kurdistan, nella lotta al terrorismo e all'estremismo violento" e "per restituire sicurezza e stabilità all'Iraq e all'intera regione".

Quello a Erbil è comunque solo l'ultimo di una serie di attacchi compiuti nelle ultime settimane da diversi gruppi paramilitari allineati con l'Iran in Iraq e Yemen contro gli Stati Uniti e i suoi alleati arabi. A fronte di questa escalation, così, la Nato assumerà probabilmente alcune delle attività di addestramento svolte dalla coalizione guidata dagli Usa contro lo Stato islamico. La missione alleata, che coinvolge anche Paesi come Gran Bretagna, Turchia e Danimarca (che attualmente ne detiene il comando) sarebbe meglio accettata dalla popolazione irachena rispetto a una forza di addestramento solo sttatunitense, secondo le fonti citate da Reuters.

Attualmente, la missione Nato addestra e consiglia solo membri delle istituzioni e forze di sicurezza irachene che sono sotto il controllo diretto del governo iracheno.