Iraq, patriarca: il Papa incontrerà l’ayatollah sciita Ali Sistani

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Città del Vaticano, 28 gen. (askanews) - Nel corso della sua visita in Iraq, prevista dal 5 all'8 marzo, Papa Francesco incontrerà il grande ayatollah Ali Sistani, la più alta autorità sciita del paese: lo ha preannunciato il cardinale Louis Raphael Sako.

Si tratterà di un "incontro privato" che si svolgerà a Najaf il 6 marzo, ha detto il patriarca di Babilonia dei caldei nel corso di un incontro online promosso dalla conferenza episcopale francese e dall'Oeuvre d'Orient.

Si tratta di un appuntamento, che sinora non era stato confermato, che assume un rilievo particolare per il dialogo cristiano-musulmano nonché per quello intra-musulmano. L'idea, aveva infatti spiegato lo stesso Sako nelle scorse settimane, è che Francesco e Ali Sistani potrebbero firmare la dichiarazione congiunta sulla "fratellanza umana" che il Pontefice argentino ha firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi con il grande imam di al-Azhar, la autorevole università sunnita del Cairo. Con la triangolazione promossa dal vescovo di Roma, in tal modo, un esponente di spicco dell'islam sunnita e uno dell'islam sciita si ritroverebbero a condividere una stessa dichiarazione, un documento, come si legge nell'incipit, "ragionato con sincerità e serietà per essere una dichiarazione comune di buone e leali volontà, tale da invitare tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e la fede nella fratellanza umana a unirsi e a lavorare insieme, affinché esso diventi una guida per le nuove generazioni verso la cultura del reciproco rispetto, nella comprensione della grande grazia divina che rende tutti gli esseri umani fratelli".

"Il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune - ha avuto a spiegare Sako - è un testo universale e non sarà necessario cambiarlo. Vale la pena ricordare che la terza enciclica di Papa Francesco 'Fratelli tutti', pubblicata il 4 ottobre scorso, trae spunto proprio da questa dichiarazione comune. E' anche per questo motivo che nel logo della visita apostolica abbiamo messo, in caldeo, arabo, inglese e curdo, il versetto di Matteo 23,8 'Voi siete tutti fratelli'".