Iraq, raid su base milizie sciite distrugge "missili balistici" Iran -3-

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Roma, 19 lug. (askanews) - Raid compiuti nella notte su una caserma militare delle milizie sciite nel Nord dell'Iraq avrebbe causato la distruzione di "missili balistici iraniani" e l'uccisione di un numero non meglio precisato di Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana e combattenti delle milizie sciite libanesi Hezbollah. Lo riferiscono fonti tribali locali citate dalla tv satellitare al Arabiya.

In un comunicato, riportato dalla tv satellitare al Sumeria, l'ufficio media del ministero dell'Interno iracheno ha fatto sapere che "verso le ore 2 (l'una italiana) di oggi, la caserma al Shuhada (in arabo "Martiri", ndr) di al Hashd al Shaabi ("Mobilitazione popolare", un'alleanza di milizie sciite paramilitari, ndr) nella zona di Amerly (Governatorato di Salhuddine a nord di Baghdad, ndr) è stata attaccata con una bomba lanciata da un velivolo senza pilota, causando il ferimento di due miliziani". Roma, 19 lug. (askanews) - L'attacco avviene il giorno dopo che gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro esponenti di punta delle milizie sciite riconosciute dal governo di Baghdad.

Nel comunicato del ministero non si fa nessun riferimento a "missili iraniani balistici distrutti", come più tardi ha riferito l'emittente saudita al Arabiya, che pubblica anche un filmato girato di notte affermando che si tratta dell'attacco. Roma, 19 lug. (askanews) - Nella caserma attaccata "ci sono missili balistici di fabbricazione iraniana che sono stati trasferiti di recente da Teheran su tir utilizzati per trasportare generi alimentari in celle frigorifero", ha detto ad al Arabiya lo sceicco Thaer al Beiati, indicato dall'emittente come "capo del Consiglio delle tribù arabe in Iraq". E secondo il corrispondente di al Arabiya i missili iraniani con le loro piattaforme di lancio sarebbero stati "distrutti in seguito a esplosioni a catena" causate dalla bomba lanciata dal drone.

La stessa tv riferisce inoltre di aver interpellato il Pentagono che avrebbe "negato" di essere dietro l'attacco. La notizia arriva in un momento di forti tensioni tra Washington e Teheran nella regione del Golfo.