Iraq, Rampelli (Fdi): deficit democrazia dell'Ue

Pol-Afe

Roma, 8 gen. (askanews) - "L'Unione Europea ha un deficit di democrazia che testimonia la sua drammatica crisi di ruolo, con buona pace degli europeisti acritici del Pd. Lo conferma la sua incapacità di orientare la politica estera, di avere un ruolo nel conflitto israeliano-palestinese e oggi nello scenario iraniano e iracheno, rivelando così la sua natura unicamente economica e finanziaria. Non è la Bce, unico soggetto forte dell'Ue, a potersi occupare di geopolitica, a stabilire la presenza europea nell'area del Golfo e in Africa nella prospettiva dei prossimi secoli". E' quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d'Italia, intervenendo a Coffee Break.

"Se il ruolo della sola Italia nell'inferno mediorientale non può che essere limitato - aggiunge - risulta scandalosa la nostra assenza sulla questione libica, diventata ormai una porta girevole dalla quale entrano ed escono francesi, americani, russi e turchi, perché in politica valgono le leggi della fisica: se c'è uno spazio vuoto qualcuno o qualcosa finisce per occuparlo. La Libia è un'area di interesse strategico per la nazione e l'Italia quando ha avuto l'autorevolezza ha esercitato il ruolo di 'Stato stabilizzatore' di quel braccio di Mediterraneo, utile all'intera comunità internazionale. Quando c'è una crisi così stringente il ministro degli Esteri non dovrebbe stare a Bruxelles, ma a Tripoli, testimoniando con la presenza fisica l'interesse prevalente dell'Italia. L'aiuto richiesto all'Europa è paradossalmente un'ammissione di debolezza frutto della nostra rinuncia a essere protagonisti con incisivi accordi commerciali, economici, culturali e militari".