Iraq, rappresentante Kurdistan a Roma: "Attacco Erbil? Nessun rischio per visita Papa"

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La visita di Papa Francesco in Kurdistan, nel quadro della missione in Iraq in programma a inizio marzo, è "confermata" e "sicuramente non ci sono rischi". Lo afferma ad Aki-Adnkronos International l'Alto Rappresentante in Italia e presso la Santa Sede del governo regionale del Kurdistan (Krg), Rezan Kader, all'indomani dell'attacco con razzi a Erbil contro una base che ospita unità della Coalizione Internazionale per il contrasto all'Isis.

Secondo Kader, la sicurezza del Kurdistan non può essere paragonata a quella del resto dell'Iraq, "dove gli attentati terroristici sono quotidiani, mentre da noi sono rari. Purtroppo succede, ma non credo possa influire" sulla visita di Papa Francesco. Per altro nei luoghi in Kurdistan dove si recherà il pontefice ci sono "sopralluoghi" da parte della Santa Sede e la sua sicurezza è "assolutamente" garantita.

Secondo la rappresentante del Krg a Roma, le autorità curde ancora non hanno individuato i responsabili e sull'attacco, rivendicato secondo alcuni media da un gruppo sciita chiamato la Brigata dei Guardiani del sangue, sta lavorando la "nostra intelligence". "Al momento si sa solo che i razzi sono stati lanciati da un fuoristrada" e "troveremo i responsabili", precisa.

Kader sottolinea quindi che a "molte persone e gruppi" non piace vedere un Kurdistan "stabile", mentre il resto dell'Iraq si trova a in una situazione "ben peggiore" anche da un punto di vista economico.

A proposito della missione del pontefice, l'esponente curda afferma che "tutto il popolo lo aspetta, sia cristiani che musulmani". Questo viaggio, prosegue, porta con sé "un messaggio di pace, fratellanza e convivenza. Un messaggio di solidarietà non solo ai cristiani, ma a tutte le fedi".