Iraq, scontri a Nassiriya e Najaf: 44 morti. Al Sistani condanna

Iraq, scontri a Nassiriya e Najaf: 44 morti. Al Sistani condanna

Roma, 29 nov. (askanews) – Sono almeno 44 le persone rimaste uccise ieri negli scontri scoppiati tra manifestanti e forze di sicurezza nel Sud dell’Iraq.

Stando a quanto riferito ad Al Jazeera da fonti della sicurezza, almeno 33 sono morti a Nassiriya, capoluogo della provincia di Dhi Qar, mentre altri 11 nella città santa sciita di Najaf, dove il giorno prima era stato dato alle fiamme il consolato iraniano.

Quella di ieri è stata la giornata più sanguinosa dall’inizio delle proteste anti-governative, all’inizio dello scorso ottobre. Ad oggi il bilancio complessivo delle vittime è di oltre 360 morti e circa 15.000 feriti.

La massima autorità sciita irachena, l’Ayatollah Ali al Sistani, ha condannato le violenze contro i manifestanti, invitando quindi il parlamento ad esercitare le proprie prerogative di fronte all’incapacità del governo di gestire la crisi. “Gli attacchi contro manifestanti pacifici sono vietati”, ha detto nel discorso per la preghiera del venerdì santo, invitando a loro volta i dimostranti a “non consentire che manifestazioni pacifiche siano trasformate in attacchi a proprietà o persone… cacciando i vandali”.

Da parte sua, dopo gli scontri e le vittime, il premier iracheno Adel Abdul Mahdi ha annunciato che presenterà le proprie dimissioni.