The Irishman, Scorsese: “Netflix? Per me conta fare i film”

The Irishman, Scorsese: “Netflix? Per me conta fare i film”

Roma, 21 ott. (askanews) – Alla Festa del Cinema di Roma è il giorno di “The Irishman” di Martin Scorsese, una saga sulla criminalità organizzata con il suo attore “feticcio” Robert De Niro. Una pellicola all’avanguardia, costata 160 milioni di dollari, realizzata con tecnologie che hanno permesso di ringiovanire gli attori e finanziata interamente da Netflix.

“Qualunque cosa sia, che sia Netflix o altro, ci ha sostenuti finanziariamente, questo fa la differenza”, ha detto il regista di “Taxi Driver” e “Quei bravi ragazzi”, rifiutandosi di entrare nella polemica tra Netflix sì-Netflix no e ricordando che un film deve essere fatto, che poi vada in sala, in tv, sull’ipad. “I film che io ho avuto la fortuna di fare nella mia carriera oggi non avrei potuto girarli”, ha sottolineato.

“The Irishman” – nei cinema dal 4 al 6 novembre e poi dal 27 novembre sulla piattaforma streaming – è soprattutto un film sul percorso di una vita, sul trascorrere del tempo, l’ineluttabilità della morte, ha spiegato il regista italoamericano, 76 anni.

“Certamente c’è un aspetto religioso, non c’è dubbio, riguarda la condizione umana. La sua storia personale è una storia che parla a tutti, senza tempo, con i conflitti umani, tra moralità e non moralità” ha spiegato Scorsese.

Straordinari i protagonisti: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Il protagonista “Frank-De Niro”, veterano della Seconda Guerra mondiale, ripercorre le fasi della sua vita: la sua ascesa criminale grazie al “padrino” Russel Bufalino, dagli anni Cinquanta ai Settanta, l’incontro e l’amicizia con il leggendario Jimmy Hoffa, a capo del potentissimo sindacato degli autotrasportatori, poi misteriosamente scomparso.