Isis, allerta Onu: "Possibili attentati in Europa nel 2019"

REUTERS/Eloisa Lopez


Nell'ultimo rapporto sul terrorismo redatto dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu e datato 15 luglio compare un messaggio fondamentale: "La situazione attuale (il fatto, cioè, che gli attentati terroristici siano temporaneamente diminuiti rispetto al 2015/2016, ndr) potrebbe non durare a lungo, forse neanche fino alla fine dell'anno. La minaccia dell'Isis in Europa resta alta e potrebbe colpire luoghi inattesi". Il documento si fonda su dati e informazioni raccolti dalle agenzie di intelligence dei diversi Paesi membri dell'Onu.


In particolare, sottolineano le Nazioni Unite, 30mila militanti Is sono ancora attivi e "le loro prospettive future preoccupano a livello internazionale nel breve periodo. Alcuni - si legge nel documento - potrebbero unirsi ad al Qaeda o potrebbero emergere altri brand internazionali. Alcuni potrebbero diventare leader o dedicarsi alla radicalizzazione". Anche perché, viene sottolineato, "i programmi di deradicalizzazione non si sono dimostrati pienamente efficaci. I combattenti più duri condannati a pene più lunghe non sono ancora vicini al rilascio, restano ancora pericolosi e continuano a porre una minaccia sia all'interno che all'esterno del sistema penale".


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Non bisogna tralasciare il fatto, inoltre, che l'Isis ha ancora accesso a fondi finanziari dai 50 ai 300 milioni di dollari raccolti grazie alle entrate degli anni scorsi. "Quando avrà il tempo e lo spazio per reinvestire in capacità operative esterne - avverte il rapporto - l'Is ordinerà e faciliterà attacchi internazionali, in aggiunta a quelli ispirati dall'Is, che continueranno ad avvenire in molti luoghi nel mondo. L'attuale diminuzione di questi attacchi, comunque, potrebbe non durare a lungo, forse neanche fino alla fine del 2019".