Islam, imam Pallavicini: "Giustificare burqa è alibi per violenza"

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"Se l'interpretazione di una cultura porta a una ghettizzazione e a una violenza, allora si tratta di una cattiva interpretazione culturale e di un abuso della cultura per finalità che non hanno nulla di culturale". Lo dice Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana, e imam predicatore alla moschea al-Wahid di Milano, dopo che il pm di Perugia Franco Bettini ha ritirato la richiesta di archiviazione per un caso di maltrattamenti e di imposizione del velo integrale da parte di un uomo nordafricano nei confronti della moglie, richiesta dove si affermava, fra l'altro, che la condotta di imporre il velo 'rientra nel quadro culturale, pur non condivisibile in ottica occidentale, dei soggetti interessati'.

"L 'interpretazione di una cultura non deve essere l'alibi per un abuso di forza o di rapporti che invece non siano il rispetto fra uomo e donna e l'integrazione, la cittadinanza e lo sviluppo della persona nel contesto italiano", spiega.

"Il velo integrale non è qualcosa che ha a che fare con l'identità religiosa del musulmano o di qualsiasi altra confessione o identità religiosa. Volendolo imporre a una donna si commettono due errori: il primo è un artificio culturale e il secondo è una violenza religiosa e civile", spiega Pallavicini. "Se devo tutelare il pluralismo religioso e un'interpretazione della cittadinanza inclusiva -conclude il presidente della Coreis- non posso includere un'interpretazione culturale che invece è deleteria nei confronti della dignità della donna e artificiale nel contesto di qualsiasi cultura e religione".

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