Ismea: lattiero-caseario, 2021 inizia con listini mondo in rialzo

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Image from askanews web site
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Roma, 8 giu. (askanews) - Inizia sotto buoni auspici il 2021 per il mercato lattiero caseario mondiale, caratterizzato da un ritrovato dinamismo nelle battute iniziali dell'anno, con una buona ripresa dei prezzi dei principali derivati. A fronte di una domanda globale sostenuta, infatti, la produzione mondiale di latte è risultata rallentata, poiché la diminuzione delle consegne nell'UE-27, soprattutto nel primo trimestre, non è stata compensata dalla favorevole stagione produttiva di Stati Uniti e Nuova Zelanda. Sono alcuni dei dati contenuti nell'ultimo report di Ismea sul settore lattiero-caseario.

Considerando, in dettaglio, le dinamiche che hanno interessato i principali Paesi esportatori, negli USA è stato registrato un vero proprio record nel mese di marzo, che ha portato la produzione del primo trimestre 2021 a un +1,0% rispetto a un anno fa; anche in Nuova Zelanda la campagna lattiera è proseguita con un trend molto favorevole (+1,8% nei primi dieci mesi), senza particolari shock dovuti alle condizioni climatiche e grazie a un aumento dei prezzi alla stalla e alla forte domanda proveniente dai Paesi asiatici.

Sul fronte della domanda, sono risultate molto sostenute le importazioni cinesi di latte in polvere scremato (+34% rispetto a gennaio-marzo 2020), di formaggi (+47%) e siero in polvere (+59%). Stabili, invece, le importazioni di formaggi del Giappone: da considerare che, dopo la chiusura del mercato russo, quello nipponico è divenuto lo sbocco principale (senza considerare il Regno Unito) per i formaggi dei 27 Paesi UE che attualmente detengono una quota aggregata pari al 39%.

A dispetto del dinamismo registrato oltreoceano, la produzione di latte dell'UE-27 è rimasta sotto i livelli dello scorso anno nei primi due mesi del 2021 (-1,4% rispetto al primo trimestre 2020), in particolare a causa della contrazione registrata in alcuni dei principali Paesi produttori (Germania -2,8%, Francia -3,5%, Paesi Bassi -2,4%, Polonia -0,4% e Danimarca -1,7%). La minore disponibilità di materia prima in ambito comunitario si è tradotta in una contrazione della produzione dei principali derivati nei primi tre mesi del 2021, soprattutto latte in polvere (rispettivamente -8,2% e -6,1% per le polveri grasse e le magre). In calo anche la produzione di burro (-2,5%) e solo per i formaggi si evidenzia una performance positiva da un anno all'altro (+2,1%).

L'Ue conferma comunque la propria leadership nel mercato mondiale dei formaggi, con una crescita sostenuta delle esportazioni (+5,0%), soprattutto verso il Giappone (+14%) che si conferma la prima destinazione soprattutto per i prodotti olandesi, tedeschi e danesi. Più che raddoppiate, inoltre, le esportazioni di formaggi UE verso la Cina (settimo mercato di sbocco), ma il confronto con i primi tre mesi del 2020 risente dell'effetto Covid che aveva portato al lockdown totale proprio a inizio anno.

La minore produzione da un lato e la spinta della domanda mondiale dall'altro hanno contribuito a orientare positivamente il mercato lattiero caseario comunitario sin da gennaio 2021 e i valori provvisori relativi al mese di aprile (35,11 euro/100 kg) segnalano anche una positiva reazione nei confronti degli allevatori, con un incremento del prezzo medio alla stalla UE pari al +5% rispetto allo stesso mese del 2020.