Ismea: vendemmia 2019, calo sia per uve bianche sia per rosse

Red/Apa

Roma, 7 ott. (askanews) - Con la vendemmia ormai in pieno svolgimento, gli operatori cominciano a fare i conti con una produzione nettamente al di sotto di quella record dello scorso anno. Dopo i cali delle uve bianche precoci si stanno, infatti, registrando riduzioni di un certo rilievo anche per quelle a bacca rossa e soprattutto sulle rese in vino. Sono le stime di ottobre sul vino di Ismea.

Le elaborazioni effettuate a fine agosto stimano la produzione nazionale di vino 2019 a 46 milioni di ettolitri, con una riduzione del 16% rispetto all'annata record del 2018 quando erano stati sfiorati i 55 milioni di ettolitri, così come diffuso da Agea sulla base delle dichiarazioni di produzione. Per il 2019 il dato stimato, come di consueto, risulta da una media tra un'ipotesi minima di 45 milioni di ettolitri e una massima di oltre 47 milioni, che comunque risulterebbe inferiore alla media degli ultimi 5 anni. La flessione è piuttosto generalizzata in tutta la Penisola e si declina nel -18% per le regioni del Nord e nel -16% del Sud. Per il Centro il -6% risente in positivo del +10% stimato per la Toscana, unica regione per la quale c'è l'attesa di una maggior produzione che potrebbe riportare i volumi 2019 sulla media regionale dopo alcune campagne tutt'altro che abbondanti.

Il calo produttivo è da imputare essenzialmente alle condizioni climatiche di gran lunga meno favorevoli rispetto a quelle che avevano portato all'abbondante vendemmia 2018. Questo ha permesso, comunque, di ottenere una qualità delle uve generalmente buona su tutto il territorio nazionale grazie anche ai trattamenti tempestivi; inoltre le buone escursioni termiche tra il giorno e la notte hanno favorito una lenta ma graduale maturazione delle uve e un ottimale sviluppo degli aromi. I primi riscontri analitici, peraltro, hanno evidenziato delle gradazioni medie nella norma, un buon rapporto zuccheri/acidità e per le prime uve vendemmiate un buon quadro aromatico.(Segue)