Governatori del Nord: "Isolare alunni in arrivo da Cina"

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Isolare i bambini di qualsiasi nazionalità che frequentano le scuole e che arrivano dalla Cina, come avviene per tutti altri, italiani e stranieri, per il periodo di 14 di giorni, come da prassi. E' questa la richiesta al ministero della Salute che i presidenti di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige stanno per inviare. Lo ha annunciato il governatore veneto Luca Zaia, assicurando che "non c'è la volontà di ghettizzare nessuno, ma invece di dare una risposta alle tante famiglie preoccupate che hanno i loro figli che nell'età dell'obbligo vanno a scuola".  

La bozza della lettera, che dovrebbe essere inviata nelle prossime ore, è già stilata: "A me sembra una regola sanitaria minimale" ha spiegato il governatore Zaia, ricordando che si tratta di una misura che "prendiamo anche per la meningite e per la Tbc".I PRESIDI - ''Credo che sia corretto attenersi alla circolare del ministero della Salute perché frutto di considerazioni di natura scientifica. Se qualcuno ha da proporre altri argomenti scientifici lo faccia pure, così se ne potrà dibattere pubblicamente" afferma in una nota il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, in merito alla richiesta dei quattro governatori. "D'altronde, il livello scientifico delle nostre strutture sanitarie e di ricerca è molto alto, come dimostra il tempestivo isolamento del coronavirus presso lo Spallanzani, e merita rispetto e fiducia nell'interesse della Nazione".  

FONTANA - "A seguito del report dell'1 febbraio dell'Oms, secondo cui la trasmissione da coronavirus in soggetto asintomatico è rara ma possibile, abbiamo chiesto al ministro della Salute di prendere in considerazione la possibilità di prevedere un periodo di 14 giorni prima del rientro a scuola da parte degli studenti tornati in Italia dalle zone a rischio della Cina. Ciò nell'ottica della massima precauzione e a tutela di bambini dei nidi e delle scuole materne, studenti e famiglie. Né più, né meno" dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 

L'INFETTIVOLOGO - "Chi proviene dalle zone interessate della Cina o ha avuto contatti con casi accertati di coronavirus deve essere isolato. Che lo siano anche i bambini mi sembra corretto. Ma di certo questo non vuol dire isolare tutti i bambini cinesi che stanno male, dato anche che in questo periodo circola tantissimo l'influenza stagionale" commenta con l'Adnkronos Salute è Massimo Andreoni, professore di Malattie infettive del policlinico Tor Vergata di Roma. 

"Ovviamente i sintomi respiratori sono molto frequenti in questo periodo - ribadisce l'esperto - e tutti i soggetti che provengano dalla Cina nelle ultime due settimane o abbiano avuto contatti con casi provati di coronavirus devono essere precauzionalmente isolati, fino alla dimostrazione della negatività al coronavirus. Eppure, gli scienziati hanno osservato che questo nuovo virus sta colpendo poco i bambini, mentre sono più vulnerabili gli anziani e i malati cronici. Evidentemente nei soggetti più giovani, con buon assetto immunitario, il coronavirus ha minori probabilità di esplicitarsi sotto forma di malattia. Questa chiaramente è un'ipotesi, ma altrimenti non si spiegherebbe perché ci sono così pochi soggetti giovani malati: le loro difese immunitarie si confrontano meglio col virus e, magari, hanno più spesso infezioni asintomatiche. Questo vorrebbe anche dire, però - conclude - che il numero di casi effettivi rispetto ai casi diagnosticati è molto superiore: se si ha una infezione non clinicamente manifesta, non viene diagnosticata come caso".