Isole Orcadi, la dieta d’alghe per le pecore piace ai climatologi

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Roma, 28 ott. (askanews) – Nelle isole Orcadi, a nord della Scozia, si studia l’uso delle alghe contro i cambiamenti climatici. O meglio, l’uso delle alghe nella dieta degli ovini, e anche dei bovini.

Qui siamo sulla piccola North Ronaldsay dell’arcipelago nordico, solo 60 abitanti, e tante pecore che però vivono sul mare.

I pochi prati dell’isola erano destinati alle mucche, spiega l’allevatore Sinclair Scott: “Non c’era spazio per le pecore, e poi sono state spinte sulla costa con la costruzione di muretti su tutta l’isola”.

Così le pecore hanno imparato a nutrirsi di alghe marine. Per gli scienziati, è una speranza contro la produzione di metano che deriva dalla dieta di erba. Nei laboratori di Dundee in Scozia si studia la possibilità di addizionare con alghe il mangime del bestiame, come spiega il ricercatore Gordon McDougall dell’istituto James Hutton: “Dobbiamo capire con certezza quale alga sia migliore, che quantità di alga bisogna aggiungere al mangime per il migliore risultato, e poi se si può far funzionare su larga scala per avere un effetto tangibile sull’agricoltura di tutto Regno Unito”.

Sugli effetti benefici delle alghe indagano in molti. Secondo uno studio effettuato in California, funziona anche sui bovini, e l’aggiunta anche di una piccola percentuale di alghe marine nel mangime può abbattere la produzione di metano dalle emissioni animali anche di oltre l’80%.

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