Israele è il primo paese al mondo a somministrare la terza dose

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Israele: il presidente Herzog riceve la terza dose di vaccino
Israele: il presidente Herzog riceve la terza dose di vaccino

Israele, l’annuncio del premier Bennett: da domenica primo agosto, terza dose di vaccino Covid per gli over 60. È il primo paese al mondo.

Vaccino Covid Israele: al via la terza dose

Da domenica primo agosto, terza dose di vaccino Covid in Israele per le persone di età superiore ai 60 anni. È stato il primo ministro Naftali Bennett ad annunciare la svolta con un annuncio in tv: Israele, che ha puntato soprattutto sul vaccino Pfizer, in uno scenario caratterizzato dalla variante Delta, diventa così il primo paese al mondo a somministrare la terza dose nel ciclo di vaccinazione.

Israele, terza dose vaccino Covid: le parole del premier Bennett

“Chiamate i vostri genitori e i vostri nonni, assicuratevi che ricevano la terza dose”, ha detto il premier. “La realtà dimostra che i vaccini sono sani e dimostra che proteggono dalla forma grave della malattia e dalla morte. In questo caso vale ciò che accade per il vaccino contro l’influenza, che va rifatto di volta in volta“, ha spiegato.

Nel paese, la terza dose verrà somministrata agli over 60 che abbiano ricevuto la seconda dose almeno 5 mesi fa: “Darà al vostro organismo una protezione fortissima. Fate la terza dose, prendetevi cura di voi e dei vostri cari”, ha sottolineato il premier Bennett.

Israele: il presidente Herzog riceve la terza dose del vaccino

Il presidente Isaac Herzog, riferisce il quotidiano Haaretz, riceve la terza dose già nella mattinata di venerdì 30 luglio, con 2 giorni d’anticipo rispetto all’apertura della campagna. “C’è una gara tra i vaccini e la pandemia”, dice il primo ministro, evidenziando la necessità di aumentare il numero dei vaccinati per evitare nuove restrizioni.

Terza dose vaccino Covid: dopo Israele, in Italia monta il dibattito

Mentre Israele sarà il primo Paese ad iniziare la somministrazione di una terza dose ad anziani e più fragili, in Italia prende corpo il dibattito sulla questione.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenendo a Radio Cusano Campus, ha spiegato: “Una quota della popolazione può avere una riduzione degli anticorpi dopo 6 mesi, significa che in quelle persone bisognerà fare un richiamo. È possibile che ogni anno si debba fare un richiamo come per l’influenza”.

“Siamo molto consapevoli che può esserci bisogno di un’ulteriore dose di richiamo e questo è uno dei motivi per cui ci siamo preparati ad esempio concludendo un terzo contratto con Pfizer, tempo fa, che prevede 1,8 miliardi di dosi e l’obiettivo di queste dosi è essere pronti per le dosi di richiamo, se necessario”, ha affermato il portavoce della Commissione Ue, Stefan De Keersmaecker.

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