Raid israeliano a Gaza, sterminata una famiglia. "Hamas usa i civili per nascondere le armi"

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AGI - Nuova notte di fuoco su Israele: dopo una tregua durata un paio d'ore Hamas ha ricominciato a lanciare razzi diretti verso il centro e il sud di Israele, e in particolare verso Tel Aviv. In tutta l'area sono nuovamente suonate le sirene dell'allarme rosso, e gli israeliani sono tornati a rifugiarsi nei bunker.

Nel corso dei bombardamenti israeliani contro tre edifici a Gaza City sulla via Al-Wehda Street sono rimaste uccise 26 persone, tra cui 8 minorenni, in quello che è il raid più pesante dall'inizio dell'escalation militare contro l'enclave palestinese, governata da Hamas. Nel raid sono rimaste uccisi 15 membri della famiglia al-Kulk e due medici. I feriti sono 50. I soccorritori lavorano per estrarre i feriti dalle macerie: cinque bambini finora sono stati estratti vivi.

Una raffica di razzi è partita da Gaza verso Ashkelon, Ashdod, Kiryat Malakhi e le cittadine limitrofe, nel Sud di Israele, facendo scattare le sirene d'allarme. Due razzi sono caduti a Netivot, uno esploso nei pressi di un supermercato. 

Secondo il ministero della Sanità della Striscia, le vittime degli attacchi israeliani su Gaza sono 181 morti, tra cui 47 bambini e 29 donne. I feriti sono 1.200. I morti israeliani sono 10.

Il premier Benjamin Netanyahu aveva detto che le operazioni dell'esercito israeliano andranno avanti fino a quando sarà necessario. Il gabinetto di sicurezza di Israele, il ristretto comitato di ministri che ha potere di prendere decisioni belliche, ha iniziato la riunione dedicata ai prossimi passi da intraprendere nell'operazione contro Gaza. Secondo i media israeliani, alcuni dei ministri hanno in programma di chiedere la rapida fine dei combattimenti.

L'esercito israeliano si è intanto difeso dalle accuse di colpire i civili a Gaza, ribadendo che Hamas "piazza deliberatamente e sistematicamente obiettivi militari dentro la popolazione civile, esponendo al pericolo i suoi cittadini". Per sostenere la sua posizione, Idf e l'aviazione israeliana hanno presentato "importantissime prove dell'accuratezza nel ridurre le vittime civili", 

Intanto, proseguono i tafferugli fra palestinesi, ebrei ortodossi e la polizia israeliana: dall'inizio delle proteste, scatenate soprattutto dalla questione degli sfratti a Gerusalemme Est ma non solo, sono state arrestate 890 persone, ci sono stati numerosi feriti e anche due morti.

Ai fedeli ebrei continua a essere vietato l'accesso alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme.

Le compagnie aeree straniere continuano ad annullare i voli da e per Israele: le sole compagnie israeliane continuano a offrire collegamenti aerei all'estero. Sabato, Fly Dubai ed Etihad Air, due vettori che assicurano voli per gli Emirati Arabi Uniti, hanno entrambi interrotto le operazioni.

Le tre le compagnie aeree israeliane effettueranno voli speciali di soccorso per gli israeliani bloccati all'estero

Ma nel sesto giorno di questo nuovo capitolo del contrasto israelo-palestinese, a destare particolare impressione nella comunità internazionale sono stati due episodi, entrambi verificatisi nella striscia di Gaza: il crollo di un edificio che ha provocato la morte di 10 persone,di cui 8 bambini, appartenenti alla stessa famiglia, e il bombardamento del palazzo di 15 piani che ospitava gli uffici di diverse redazioni internazionali, in particolare quelle di Ap e Al Jazeera. Prima di colpirlo, Israele ha avvisato gli occupanti permettendo la loro evacuazione, ma la distruzione del palazzo ha suscitato timori internazionali per il diritto di cronaca e la sicurezza dei giornalisti inviati a seguire le vicende di questi giorni.

Lo stesso segretario generale dell'Onu Antonio Guterres si è detto "profondamente turbato" da quanto accaduto.

“Ciò che vogliamo vedere è una voce forte e unitaria che chieda di cessare le ostilità e mettere le parti a un tavolo perché trovino una soluzione a questo conflitto che sta andando avanti da troppo tempo” è il messaggio di Guterres, attraverso il portavoce Stephane Dujarric.

Riguardo la decisione degli Stati Uniti di rinviare il Consiglio di sicurezza, programmato per venerdì scorso, Guterres ha invitato gli Stati membri a “trovare soluzioni che sono nei poteri delle Nazioni Unite”.

Intanto, il presidente degli Usa Joe Biden ha parlato sia con il premier Netanyahu, esprimendo la sua "grave preoccupazione" ma anche il suo sostegno al diritto di Israele di difendersi dagli attacchi, che con il capo dell'autorità palestinese Abu Mazen a cui ha chiesto lo stop ai razzi su Israele. Per oggi è in programma una nuova riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il ministro israeliano della Difesa Benny Gantz, ha incontrato l'inviato del presidente Usa Biden, Hady Amr, vice assistente per gli affari palestinesi e israeliani

L'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, ha annunciato che convocherà un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri della Ue in videoconferenza, martedì; "Coordineremo e discuteremo come la Ue possa contribuire al meglio a mettere fine all'attuale violenza", ha aggiunto Borrell.

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