Israele, Della Pergola: "Come in Italia, per Netanyahu più seggi che voto popolare"

(Adnkronos) - "E' un risultato elettorale che un po' ricorda quello in Italia, in cui la coalizione di centrodestra ha vinto una maggioranza parlamentare di seggi che è superiore alla maggioranza del voto popolare". A dirlo oggi all'Adnkronos è il demografo israeliano di origine italiana Sergio Della Pergola, che sottolinea la "notevole vittoria" di Benyamin Netanyahu. E rimarca la "clamorosa" esclusione dalla Knesset dello storico partito di sinistra Meretz, che non ha superato la soglia di sbarramento del 3,25%.

"La sinistra ha compiutamente insistito a presentarsi separata, Laburisti e Meretz, e ha causato il proprio disastro. Sono errori che si pagano", commenta Della Pergola, dopo che il laburisti hanno ottenuto 4 seggi, rischiando anche loro di essere esclusi dal parlamento.

Netanyahu ha saputo fare una campagna elettorale efficace, il risultato elettorale gli dà "l'indiscutibile possibilità di formare un governo", ed è stato raggiunto con un'alta affluenza elettorale, nota il demografo. Un altro "fatto clamoroso è il successo dei nazionalisti religiosi di estrema destra di Sionismo Religioso, diventato terzo partito, che si può parzialmente spiegare con la recrudescenza del terrorismo palestinese negli ultimi mesi, che allontana il pubblico israeliano dal dialogo".

"Indubbiamente Israele rimane diviso", rimarca Della Pergola, ricordando che Netanyahu definisce il suo "un governo di destra integrale e questo vuol dire che il resto è escluso". Il demografo rileva "il tono molto interventista" degli alleati di estrema destra di Netanyahu che "potranno condizionare dall'interno il governo Netanyanu e imporre determinate scelte che vanno perfino al di là di quanto lui avrebbe pensato di poter fare". E questo comporta "diversi rischi, soprattutto sul piano internazionale", nei rapporti con gli Stati uniti di Joe Biden e altri paesi, compresi gli Emirati Arabi Uniti.

Inoltre il futuro governo Netanyahu ha in mente una riforma del potere giudiziario, un fatto di "grande importanza e che suscita grande preoccupazione", "per ridurre notevolmente i poteri della Corte Suprema" e "subordinarla al volere del governo", riducendo l'autonomia dei tribunali che fino ad oggi è stata "una delle caratteristiche fondamentali della democrazia israeliana", evidenzia Della Pergola.