Israele, exit poll: Netanyahu verso la vittoria elettorale

Ritorno al potere per Benjamin Netanyahu.

Gli exit poll annunciati dal quotidiano "Jerusalem Post" e dalle emittenti Canale 11 e Canale 13 danno in testa proprio il blocco di destra di Netanyahu, con 62 seggi (su 120) alla Knesset, il Parlamento israeliano, contro i 54-55 (11 per i due partiti di sinistra, Labor e Meretz) del blocco di centro-sinistra di Yair Lapid, premier uscente e leader del partito Yesh Atid ("C'è un futuro").

Il partito di Netanyahu, il Likud ("Consolidamento") è risultato ampiamente il più votato e potrebbe ottenere 30 o 41 seggi.

Il discusso ex primo ministro, 73 anni, coinvolto in un'inchiesta per corruzione, è dunque pronto - dopo quasi due anni di opposizione - a riprendere il timone di Israele e, stavolta, lo farebbe con la maggioranza assoluta in Parlamento.

Grande successo elettorale per Itamar Ben-Gvir, il leader della lista della destra radicale "Sionismo religioso" (assieme con Bezalel Smotrich) che si è aggiudicato 14 seggi su 120 nella prossima Knesset, risultando il terzo partito d'Israele e conquistando una posizione di forza all'interno della coalizione guidata dall'alleato Likud, il partito di Netanyahu.

Tsafrir Abayov/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Benjamin Netanyahu in un seggio a Ashkelon. (1.11.2022) - Tsafrir Abayov/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

Ben-Gvir è un discepolo di un rabbino assassinato negli anni '90 e ha promesso una linea dura contro i palestinesi

La lista araba nazionalista Balad, secondo gli exit poll, non è riuscita a superare la soglia di sbarramento. Ma fonti di Balad sostengono che, con lo spoglio dei voti, questa situazione potrebbe mutare e che "la meta non è tanto lontana".

Sicuramente esclusa dal prossimo Parlamento israeliano, la lista nazional-religiosa ebraica 'Bait Yehudi' di Ayelet Shaked, già ministra dell'Interno dei governi Bennet-Lapid.

Affluenza: +5,4%

Buona l'affluenza degli elettori - oltre 6 milioni 700.000 -, di cui si temeva una forma di stanchezza e rassegnazione, fiaccati dall'instabilità politica e giunti alla quinta elezione politica in meno di quattro anni.

Alle 20 ora locale in Israele aveva votato il 66.3% del corpo elettorale (pari a 4.498.410 persone), ovvero più del 5.4% rispetto alla stessa ora delle ultime elezioni del marzo del 2021.
Lo ha fatto sapere il Comitato elettorale, confermando così il trend in crescita di questa tornata.
Secondo dati di centri di ricerca, in crescita anche il voto della popolazione araba, dopo un avvio lento.