In Israele la guerra a Gaza spinge per un "governo di crisi"

Umberto De Giovannangeli
Israeli soldiers prepare their armored vehicles at a gathering point near the border with Gaza on the Israel- Gaza Border, Wednesday, Nov. 13, 2019. Israeli airstrikes killed more Islamic Jihad militants in Gaza on Wednesday as rocket fire toward Israel resumed after a brief overnight lull, raising the death toll in the strip to at least 18 Palestinians in the heaviest round of fighting in months. (AP Photo/Ariel Schalit)

I razzi, le eliminazioni mirate, Gaza di nuovo in guerra, un milione di israeliani costretti nei rifugi sotterranei. Il clima di guerra si addice a Benjamin Netanyahu. Messo alle corde nelle trattative per la formazione del nuovo governo, “Bibi” ritorna al centro della scena calzando l’elmetto e facendo alzare le quotazioni di un “governo di crisi” con dentro il suo rivale Benny Gantz, leader di Kahol Lavan, uscito vincitore dalle elezioni del 17 settembre. Nel clima di guerra che si respira da ieri, a seguito dell’uccisione da parte israeliana del comandante della Jihad islamica palestinese a Gaza, Baha Abu al-Ata Israele sembra aver dimenticato i guai giudiziari del premier in carica e, da Paese in trincea, spinge, nella maggioranza dell’opinione pubblica, per un esecutivo in grado di fronteggiare le minacce che giungono da Gaza. “Di fronte alla minaccia che viene da un’organizzazione terroristica finanziata e armata dall’Iran, ogni leader che si rispetti dovrebbe privilegiare gli interessi nazionali e mettere da parte ambizioni personali di potere”, dice ad HuffPost Yuval Steinitz, uno dei ministri (Likud) più vicini a Netanyahu. “Gantz – aggiunge – ha approvato l’eliminazione del capo della Jihad ma la battaglia per sconfiggere i nostri nemici non sarà di breve durata e Israele ha oggi bisogno di un governo che unisca”.

Di segno opposto è la valutazione di Ahmed Tibi, uno dei leader della Joint List, la Lista raba unita che con i suoi 13 parlamentari è la terza forza alla Knesset: “Quando è in difficoltà, Netanyahu e i falchi che sostengono fanno quello che gli riesce meglio: la guerra – ci dice Tibi, raggiunto telefonicamente nel suo ufficio a Gerusalemme Est -. Se Gantz seguirà Netanyahu su questa strada, noi non lo sosterremo più”, avverte Tibi. Un’affermazione tanto più significativa in quanto Tibi, già vice presidente della Knesset è stato uno dei dicei parlamentari della Joint List che hanno indicato...

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