Israele nega ingresso a deputate dem su pressione Trump

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Israele ha negato il visto di ingresso alle due deputate democratiche statunitensi Rashida Tlaib e Ilhan Omar. Lo ha riferito il vice ministro degli Esteri Tzipi Hotovely ai media israeliani. "Non consentiremo l'ingresso a chi nega il nostro diritto di esistere nel mondo", ha detto la vice ministro Hotovely. Le due deputate Usa sono sostenitrici del movimento anti Israele Bds (Boycott, Divestment, Sanctions), che promuove il boicottaggio internazionale dello stato ebraico. Il loro arrivo in Israele era previsto entro la fine della settimana. 

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha difeso la decisione sostenendo che "non c'è Paese al mondo che rispetti gli Stati Uniti e il Congresso americano più di Israele". "Tuttavia -ha aggiunto- l'itinerario indicava che l'unica intenzione delle due deputate era quella di danneggiare Israele". Il premier ha poi affermato che alla Tlaib potrebbe essere concesso il permesso su base umanitaria di visitare i suoi parenti in Cisgiordania. 

"È un affronto che il primo ministro israeliano Netanyahu, sotto la pressione del presidente Trump, neghi l'ingresso ai rappresentanti del governo degli Stati Uniti", scrive su twitter Ilhan Omar, definendo la decisione "agghiacciante".  

Nella vicenda, poco prima dell'annuncio della Hotovely, era intervenuto su Twitter anche il presidente Usa Donald Trump, che aveva chiesto a Israele di non consentire l'ingresso alle due deputate democratiche, con le quali si era recentemente scontrato.  

Se Israele consentisse l'ingresso "mostrerebbe grande debolezza", ha scritto Trump in un post, spiegando che le due deputate "odiano Israele e tutti gli ebrei e non c'è nulla che possa essere detto o fatto per fare cambiare loro idea". Le due deputate democratiche, scrive ancora il presidente Usa, sono "una disgrazia" e se gli stati in cui sono state elette, il Michigan e il Minnesota le rieleggeranno, "passeranno dei brutti momenti".