Israele, Netanyahu senza maggioranza avverte: o governo io, o nuovo voto

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 24 mar. (askanews) - Il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu vince le quarte elezioni legislative in meno di due anni in Israele, ma come già accaduto nelle occasioni precedenti non ottiene la maggioranza assoluta dei voti e dovrà fare affidamento a una complicata rete di alleanze. Con lo spoglio ormai giunto all'80% delle schede, infatti, resta confermata la situazione di stallo tra il Blocco dei partiti di destra che sostengono il premier uscente e i movimenti di opposizione. Decisive, con ogni probabilità, saranno le scelte del partito nazionalista Yemina di Naftali Bennett, attualmente esterno alla coalizione che appoggia Netanyahu: con i seggi al momento accreditati a questa formazione (tra 6 e 7), il primo ministro uscente potrebbe contare sulla maggioranza di 61 parlamentari, sui 120 complessivi della Knesset. Ma senza il suo appoggio, Israele uscirebbe da questa nuova tornata elettorale con una nuova situazione di caos, con l'opposizione pronta ad approfittarne, forte dei 59 seggi accreditati al momento.

Un'ipotesi che è stata già esclusa da Netanyahu, il cui partito Likud si è confermato il più votato, con almeno 31 seggi in Parlamento. "L'unica alternativa ad un governo della destra guidato da me è un quinto voto", ha detto il primo ministro uscente, promettendo "un governo di destra forte e stabile" dopo che - ha insistito - "una netta maggioranza di cittadini israeliani" ha votato in favore di tale esecutivo. E per chiarire ulteriormente la sua intenzione di non mollare la presa, Netanyahu ha ringraziato l'intero Paese per avere dato "una grande vittoria alla destra e al Likud". "Il Likud", ha spiegato davanti ai suoi sostenitori, "è di gran lunga il partito maggiore. E' chiaro che la maggior parte degli israeliani è di destra e desidera un governo di destra forte e stabile".

Da parte sua, Bennett continua a predicare la massima cautela e non intende, per ora, svelare i suoi piani. "Farò solo ciò che è buono per lo Stato di Israele", ha detto Bennett in un comunicato ufficiale, aggiungendo di avere già avvertito Netanyahu che Yamina avrebbe aspettato i risultati finali prima di decidere i passi successivi.

I risultati provvisori confermano il centrista Yesh Atid di Yair Lapid come la seconda formazione più votata nel Paese. Atid, che dovrebbe ottenere tra i 16 e i 18 seggi, si è detto "orgoglioso" degli "enormi" risultati del suo partito. "Ho già iniziato questa sera a tenere colloqui con alcuni dei leader del blocco per il cambiamento e continuerò nei prossimi giorni", ha detto, aggiungendo che farà "tutto il possibile per stabilire un governo sano nello Stato di Israele".

Buoni, come previsto, anche i risultati del Partito laburista e della formazione Blu e Bianco di Benny Gantz, che temeva di non riuscire a superare la soglia minima. L'ex ministro della Difesa ha annunciato che "farà tutto il possibile per unire il blocco pro-cambiamento", con un chiaro riferimento a coloro che vogliono un nuovo primo ministro. La Lista araba unita sembra invece avviata a perdere seggi e l'islamista Raam, che si è separato dalla coalizione per queste elezioni, saebbe al momento escluso dal Parlamento.

Il Direttore Generale del Comitato Elettorale Centrale, Orly Ades, ha detto comunque che ci sono circa 450.000 schede speciali che devono ancora essere conteggiate, circa 120.000 in più rispetto alle elezioni precedenti. "Quello che stiamo vedendo qui sono i risultati delle urne regolari in tutto il paese, tutti i voti vengono contati", ha detto Ades all'emittente pubblica Kan, spiegando che i comitati locali stanno ancora registrato i risultati e li stanno inviando per essere controllati. L'affluenza finale è stata del 67,2%, la più bassa dal 2013.