Israele, Netanyahu verso la vittoria con affermazione ultradestra

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Gerusalemme, 2 nov. (askanews) – Il premier israeliano più longevo, Benjamin Netanyahu, appare vicino a riprendere la guida del Paese. Un ritorno dopo un breve lasso di tempo all’opposizione, alla luce del risultato uscito dalle urne che ha fatto registrare la netta affermazione della coalizione di destra con il Likud di Netanyahu e il partito dell’ultradestra “Sionismo religioso”.

Con lo spoglio completato all’85 per cento, la coalizione di Netanyahu dovrebbe poter contare su 65 dei 120 seggi della Knesset, ponendo così fine allo stallo politico vissuto dal Paese negli ultimi anni, chiamato alle urne cinque volte in meno di quattro anni.

“Oggi abbiamo ricevuto un enorme voto di fiducia – ha detto interrotto dalla folla che cantava ‘Bibi, re d’Israele!’ – Io non sono re, devo essere eletto e lo sarò grazie a voi”.

Netanyahu ha governato per 12 anni consecutivi (15 in tutto), prima di essere rimosso dalla guida del Paese lo scorso anno da una coalizione guidata dal centrista Yair Lapid che poteva contare su 61 seggi.

Il partito di Lapid, Yesh Atid, si è aggiudicato finora 24 seggi, mentre il partito di Unità nazionale di Benny Gantz 12, quello del ministro delle Finanze Avigdor Liberman 5 e il partito laburista 4. I due partiti arabi Hadash Taal e Raam hanno entrambi superato la soglia di sbarramento, conquistando 5 seggi. Appare invece ancora incerto il destino del partito di sinistra Meretz e del partito arabo Balad, al momento fuori dalla Knesset per pochi voti.

Da parte sua, l’esponente di punta di Sionismo religioso, Itamar Ben Gvir, ha rimarcato che che “è ora di essere di nuovo i proprietari di questo Paese”.

Afp 01.26 01.57 “Tutti chiedono un vero cambiamento – ha detto – La gente vuole camminare per le strade in sicurezza; vuole che le mani dei nostri soldati e della nostra polizia siano slegate; vuole fare una chiara distinzione tra coloro che sono fedeli allo Stato di Israele – con i quali non abbiamo problemi – e coloro che agiscono per minare l’esistenza del nostro caro Paese”.

Comunque vada il grande vincitore delle elezioni in Israele è lui, il leader di Sionismo Religioso che ha collezionato almeno 50 incriminazioni per incitamento all’odio teorizzando l’espulsione di tutti i cittadini arabi.