Israele, Omer Niv sulla pandemia: “È difficile parlare di futuro ma i pazienti gravi diminuiscono”

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In Israele, la popolazione sta affrontando la quinta ondata di pandemia: in questo contesto, si sta registrando un nuovo incremento di contagi e record di casi di positività al coronavirus. In merito alla situazione esistente nel Paese, si è espresso il vicedirettore dello Schneider Children’s Medical Center of Israel, Omer Niv.

Covid, boom di contagi in Israele: quinta ondata e aumento dei contagi

Nei mesi scorsi, Israele ha annunciato la decisione di inoculare non solo la dose booster ma anche una quarta dose di vaccino anti-Covid, già somministrata a oltre mezzo milione di cittadini. Ciononostante, il Paese sta affrontando la quinta ondata della pandemia, caratterizzata da nuovi contagi, ricoveri ospedalieri in aumento e record di positivi con, ad esempio, quasi 50.000 casi registrati nella giornata di giovedì 13 gennaio e poco più di 38.000 casi lo scorso venerdì 14.

A fronte dei numeri legati alle infezioni da SARS-CoV-2, tuttavia, il vicedirettore dello Schneider Children’s Medical Center of Israel (l’ospedale pediatrico più grande della Nazione), Omer Niv, ha riferito al Fatto Quotidiano che il Paese non sta affrontando una situazione critica come, di primo acchito, potrebbe sembrare dalla lettura dei dati.

Covid, boom di contagi in Israele: i numeri della campagna vaccinale e delle ondate precedenti

In relazioni ai dati forniti dal ministero della Sanità di Israele, appare evidente che soltanto il 6% dei cittadini over 60 non ha aderito alla campagna vaccinale: questi soggetti rappresentano il 35% dei casi di Covid grave presente negli ospedali.

Rispetto alle ondate precedenti, inoltre, Israele sta registrando numeri inferiori rispetto alle ondate precedenti: i malati in condizioni critiche, infatti, erano 317 lo scorso venerdì 14 gennaio mentre i decessi sono stati 31. Simili dati, quindi, non fotografano la presenza di una situazione di stampo emergenziale entro i confini della Nazione.

Un’incognita significativa, tuttavia, è data dal dilagare delle varianti Covid (con particolare attenzione a Omicron), soprattutto in considerazione del fatto che un’elevata percentuale di popolazione risulta essere ancora non vaccinata. I cittadini completamente vaccinati, infatti, risultano essere solo il 65% della popolazione totale.

Boom di contagi Covid in Israele, Omer Niv: “Siamo in quinta ondata ma ci sono solo 80 pazienti gravi”

In relazione ai prossimi sviluppi della pandemia, il vicedirettore Omar Niv ha dichiarato: “Del Covid sappiamo ancora poco, è molto difficile parlare del futuro”.

Commentando la situazione attuale degli ospedali israeliani, invece, il medico ha spiegato: “Siamo nel pieno della quinta ondata, ma non abbiamo molti pazienti intubati o in situazione critica. A oggi soltanto 80 persone hanno bisogno di assistenza ventilatoria – e ha precisato –. La maggior parte non sono vaccinati. In Israele però ci sono solo 10 milioni di abitanti. Se volessimo fare un confronto con l’Italia dovremmo moltiplicare per sei. Se ci sono pochi pazienti che sono gravi è proprio perché il vaccino è sicuro ed efficiente. Il vaccino cambia il risultato finale dell’infezione”.

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