Israele smentisce di aver spiato Trump e la Casa Bianca

Nello del gatto

Israele avrebbe spiato negli ultimi due anni il presidente statunitense Donald Trump e i suoi più stretti collaboratori sia nella Casa Bianca che in altre zone della capitale americana, secondo una inchiesta del Politico. La notizia è stata passata al giornale da tre ex funzionari americani che avrebbero lavorato sul caso da quando sono stati trovati gli apparecchi di intercettazione nei pressi dei luoghi sensibili del potere americano. Al momento, però, nè dalla Casa Bianca nè altri uffici statunitensi hanno voluto commentare l'accaduto, mentre i vertici di Israele hanno smentito qualsiasi coinvolgimento con le operazioni di spionaggio.

Nessuno dall'amministrazione Trump ha puntato il dito contro Israele, cosa che invece è accaduto in casi simili precedentemente nei confronti di altri Paesi, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu, appena atterrato a Sochi dove deve incontrare Vladimir Putin, ha parlato di "palese menzogna". Netanyahu ha anche dichiarato che "c'è un'intesa di lunga data e una direttiva del governo israeliano a non impegnarsi in operazioni di intelligence negli Stati Uniti. Questa direttiva e' rigorosamente applicata, senza eccezioni".

Secondo quanto gli ex funzionari dell'amministrazione americana hanno riferito al giornale, l'attività di spionaggio sarebbe avvenuta attraverso piccoli dispositivi noti come "StingRays", chiamati anche IMSI catcher. Questi, "mascherandosi" da torre cellulare - quelle alle quali si attaccano i cellulari per riceverne il segnale - fanno sì che i cellulari si aggancino lasciando copiare posizione altre informazioni. Sarebbe stato l'Fbi, anche se la notizia è solo riportata dalla stampa ma non confermata (né smentita dall'intelligence americana) a risalire a Israele come responsabile del piazzamento dei dispositivi.

Il capo della Casa Bianca è stato ripetutamente avvertito dai suoi consiglieri che le sue telefonate non sono sicure e gli hanno detto che anche le spie russe intercettano sistematicamente le chiamate, come aveva anche riportato il New York Times. Ma il presidente non ha mai voluto rinunciare al suo cellulare privato che è un iPhone.

Secondo le informazioni, Trump avrebbe due iPhone modificati dalla National Security Agency e un terzo telefono personale che è però rimasto inalterato. L'anno scorso è stata riportata la notizia che la Cina stava intercettando le chiamate tra il tycoon e i suoi potenti amici e confidenti dal suo cellulare privato. La presunta intercettazione sui cellulari americani da parte di Israele non è la prima situazione di spionaggio tra i due stretti alleati.

Jonathan Pollard, un ex analista civile della Marina degli Stati Uniti, è stato condannato all'ergastolo nel 1987 per aver passato segreti a Israele. La sua prigionia è stata per lungo tempo un punto di tensione nelle relazioni israelo-americane, con i leader israeliani che hanno presentato una petizione per anni alle loro controparti statunitensi per ottenere la sua liberazione. Nel 2013, Netanyahu ha condannato come rivelazioni "inaccettabili" quelle secondo le quali gli Stati Uniti e il Regno Unito avevano preso di mira l'indirizzo e-mail del suo predecessore Ehud Olmert mentre era in carica.

Le rivelazioni facevano capo a Edward Snowden e sono state pubblicate dal Guardian. I documenti hanno anche affermato che una stima dell'intelligence americana del 2013 sulle minacce informatiche ha classificato Israele come terzo servizio di intelligence più aggressivo contro gli Stati Uniti, dietro solo Cina e Russia.