Israele, speaker chiude Knesset: è caos, mentre esplode il Covid-19

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Roma, 18 mar. (askanews) - Mentre la crisi sanitaria legata all'epidemia di coronavirus continua ad aggravarsi in Israele, facendo temere "uno scenario come quello in Italia e Spagna", si inaspriscono le tensioni politiche nello Stato ebraico, dopo la decisione dello speaker della Knesset, Yuli Edelstein, di fermare le attività del Parlamento, bloccando di fatto la nomina delle Commissioni e impedendo al premier incaricato Benny Gantz di formare il nuovo governo. Una decisione che ha contrariato non poco lo stesso Gantz, i membri del suo partito Blu e Bianco, nonché il capo dello Stato, Reuven Rivlin, che ne ha chiesto l'immediata riapertura. In silente attesa resta l'ex primo ministro Benjamin Netanyahu, compagno di partito di Edelstein - entrabi sono esponenti del Likud -, pronto a sfruttarne l'assist per rovesciare la situazione a suo favore.

Il capo dello Stato ritiene che, con la sua decisione, Edelstein stia minando la stessa democrazia israeliana. Rivlin, riferisce oggi la stampa dello Stato ebraico, "ha implorato" lo speaker della Knesset di assicurare l'attività parlamentare "durante la crisi del coronavirus". "Una Knesset fuori combattimento danneggia la capacità dello Stato di Israele di funzionare bene e responsabilmente in caso di emergenza. Non dobbiamo lasciare che questa crisi, per quanto grave, danneggi il nostro sistema democratico", ha avvertito Rivlin, parlando al telefono con Edelstein. "Dobbiamo fare di tutto per far fronte alla crisi, facendo attenzione a non danneggiare gravemente il nostro sistema democratico", ha aggiunto. (Segue)