Israele, speaker chiude Knesset: è caos, mentre esplode il Covid-19 -2-

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Roma, 18 mar. (askanews) - Per il momento, però, lo speaker della Knesset non sembra voler compiere passi indietro e resta sulla sua posizione. "Il processo democratico e il controllo parlamentare" torneranno solo "quando saremo pronti per questo", ha commentato, gustificando la sua decisione con le forti preoccupazioni per la diffusione del coronavirus. D'altra parte, ha notato Edelstein, numerosi membri del Parlamento sono stati costretti alla quarantena dopo essere entrati in contatto con una persona contagiata. Così, verosimilmente, i lavori potrebbero essere ripresi solo la settimana prossima - ha fatto sapere ancora Edelstein - per consentire il voto sull'istituzione delle commissioni parlamentari. Una scelta che, secondo il partito di Gantz, è indirizzata solo a favorire il Likud e Netanyahu che ieri, non a caso, hanno pubblicamente respinto la proposta dello stesso Gantz di partecipare a un governo di unità nazionale.

Così, il leader di Blu e Bianco ha annunciato stamani la decisione di presentare un appello all'Alta Corte di Giustizia. "Abbiamo lavorato duramente tutto il giorno usando diversi canali di comunicazione, incluso l'incontro personale con Edelstein, che si rifiuta di lasciarci riunire nelle stanze della democrazia e di lavorare per i cittadini e, soprattutto, di affrontare la sfida del coronavirus", ha detto Gantz, accusando lo speaker della Knesset di "lavorare per Netanyahu". "A questo punto non abbiamo altra scelta che rivolgersi alla Corte Suprema", ha affermato in una lettera inviata ai membri del suo partito, alla Lista Unita, a Yisrael Beytenu e al gruppo Labour-Gesher-Meretz, ovvero i partiti che hanno assicurato sostegno alla sua candidatura a primo ministro.