Israele in stallo. Per il Generale, il Russo e il Re l'ipotesi di un'improbabile coesistenza

Umberto De Giovannangeli
Israele

Israele, le grandi manovre post elettorali sono iniziate. Con un “Re” (Benjamin Netanyahu) senza maggioranza e forse senza più “trono”, e un Generale (Binyamin Gantz) che aspira a essere a capo del primo governo dell’era post-Netanyahu. Tra il Re e il Generale c’è il convitato di pietra, il kingmaker che tutti cercano e corteggiano: il “Russo” (Avigdor Lieberman).

Sembra la sceneggiatura di un thriller di fantapolitica, invece è la realtà di un Paese chiamato per la seconda volta in cinque mesi al voto e che si ritrova il giorno dopo senza una coalizione vincitrice. Con una unica certezza: se le elezioni del 17 settembre erano, come il diretto interessato aveva voluto che fossero, un referendum pro o contro la sua persona, ebbene, quel referendum Benjamin “Bibi” Netanyahu l’ha perso, perché il fronte delle destre con cui aspirava a conquistare il quinto mandato da premier, messo assieme raggiunge 55 seggi, 6 in meno dei 61 necessari per avere la maggioranza, sia pur risicata, alla Knesset. L’affluenza è stata di 2,5 punti più alta rispetto al 9 aprile e questo ha giocato a sfavore di Netanyahu. Impressionante la crescita del dato fra gli arabi, dal 45 al 62 per cento.

A scrutinio quasi ultimato, “Blue and White” si aggiudica 32 seggi, uno in più del Likud (31), La Joint List, che raccoglie i partiti arabo israeliani, si attesta come terza forza del Paese con 13 seggi. Il partito ultranazionalista russofono di Avigdor Lieberman, Yisrael Beiteinu, si aggiudica 9 seggi, seguito dagli ultraortodossi dello Shas con 9 e dall’altro partito religioso, Torah unita nel giudaismo, che si attesta a 8. La coalizione di destra Yamina conquista 7 seggi, mentre a sinistra il campo Democratico dell’ex premier Ehud Barak ottiene 5 seggi e i Laburisti 6. Il blocco delle destre avrebbe dunque 55 seggi, il centrosinistra, compresa la Joint List, arriva a 56 seggi,

Chiuse le urne, si aprono le trattative. Che si preannunciano infuocate. Netanyahu...

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