Israele, in vantaggio Netanyahu. L'ex premier potrebbe tornare al potere

In Israele si profila un ritorno al potere per l'ex primo ministro, Benjamin Netanyahu. In questa quinta tornata elettorale dal 2019 per il rinnovo della Knesset in base ai primi sondaggi, il suo partito, il Likud, potrebbe ottenere la vittoria con l'aiuto di nuovi alleati di estrema destra. "Siamo vicini a una grande vittoria – questa cosa è già chiara, ha dichiarato l’ex premier. Il nostro sistema e il nostro partito si sono dimostrati validi".

Se questa vittoria fosse confermata per Netanyahu significherebbe un sesto mandato record come primo ministro israeliano, un ruolo che ha ricoperto per 12 anni prima della sconfitta nel 2021. Intanto davanti al suo quartier generale una folla festante di sostenitori si è radunato al grido di “Bibi è tornato'', ''Bibi è il re di Israele''. ''Abbiamo vinto!'' hanno urlato per le strade di Gerusalemme e Tel Aviv i manifestanti abbracciandosi tra loro.

Il blocco di destra di Netanyahu, potrebbe conquistare 61 o 62 seggi (su 120) alla Knesset, il parlamento israeliano, contro i 44 (11 per i due partiti di sinistra, Labor e Meretz) del blocco di centro-sinistra di Yair Lapid, premier uscente e leader del partito Yesh Atid ("C'è un futuro"). Fu proprio Lapid a far cadere l’ex premier e in questa campagna ha sempre esortato i suoi elettori a "fermare l'estrema destra": "Non bisogna dare per scontato nulla, fino a quando non sarà conteggiata anche l’ultima scheda. Niente è definitivo e aspetteremo pazientemente i risultati finali", ha detto Lapid.

I nuovi alleati di Netanyahu, come il partito Potere ebraico di Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, ultrà religioso e omofobo, sembrano destinati a un successo senza precedenti, con 13 o 14 seggi, il che li renderebbe la terza formazione il più grande.

L'affluenza alle urne è stata la più alta degli ultimi 40 anni. I risultati definitivi di questo voto dovrebbero arrivare non prima di giovedì.