Israele, voto dominato dal divorzio della "strana coppia" politica -4-

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Roma, 16 set. (askanews) - Quando nel 1993 Netanyahu ottenne la presidenza del Likud, nominò Liberman direttore generale. Lui prese sul serio il suo lavoro, licenziando dipendenti e tagliando i debiti. Quando Netanyahu sconvolse Israele nel 1996 sconfiggendo Shimon Peres e diventando premier, nominò Liberman direttore generale del suo ufficio, dandogli potere e prestigio. Ma quest'ultimo finì nel mirino dei cosiddetti "principi" del partito, i figli e gli eredi dei fondatori, per i suoi modi spicci e rozzi.

Nel 1997, quando i "principi" accusarono Liberman di scorrettezze per conto di Netanyahu, questi lo rinnegò. "E' stato il primo tradimento" ha detto Anna Ravya-Barsky, analista politica per i media in lingua russa d'Israele. Liberman tenne una conferenza stampa e si dimise. "Si fece l'idea che Netanyahu non credeva più in lui, che il lavoro sporco era fatto e il servo non era più necessario "ha detto Beny Bitton, sindaco di Dimona e grande amico di Liberman.

Liberman si gettò negli affari, investendo e stringendo alleanze commerciali in vari Paesi grazie all'aiuto di amici danarosi. A fine 1998, Netanyahu, nel pieno di una crisi di governo lo richiamò d'urgenza a Gerusalemme. Lui gli offrì il suo aiuto, ma pooi non successe nulla e cominciarono a circolare voci che gi consiglieri di Netanyahu considerassero Liberman "un fardello elettorale".(Segue)