Istat, Bagnai: emerge un quadro drammatico del mercato del lavoro

Pol/Gal

Roma, 3 giu. (askanews) - "Dai dati provvisori su occupati e disoccupati pubblicati oggi dall'ISTAT emerge un quadro drammatico dell'impatto della crisi pandemica". E' quanto dichiara il responsabile economico della Lega, Alberto Bagnai.

"Prendendo come riferimento il bimestre marzo-aprile - spiega il senatore della Lega - registriamo un calo degli occupati di 398.000 unità, e un calo delle persone in cerca di occupazione (abitualmente definite "disoccupati") quasi doppio: 790.000 unità. Questi due fenomeni, entrambi di entità mai osservata nei dati, producono come effetto paradosso un calo del tasso di disoccupazione di 2.8 punti nel bimestre, da 9.1 a 6.3".

"La diminuzione dei disoccupati tuttavia - prosegue Bagnai - non riflette il loro transito nella platea degli occupati (anch'essi diminuiti), ma la loro uscita dalle forze di lavoro, diminuite complessivamente di 1.198.000 unità, ovvero del 4.6%, nei due mesi da febbraio a aprile (con un calo del 3% nel solo mese di aprile). Dei 398.000 posti di lavoro persi nel bimestre di lockdown, 301.000 sono posti di lavoro dipendente, di cui 272.000 riferiti a contratti a tempo determinato. Hanno perso il lavoro 221.000 donne (su un totale di 398.000), e hanno smesso di cercare lavoro 418.000 donne (su un totale di 790.000)".

"In tutta evidenza - aggiunge Bagnai - il ministro Gualtieri non è riuscito a mantenere la promessa fatta l'11 marzo scorso, quando affermò che nessuno avrebbe perso il lavoro. Questa catastrofe epocale si spiega coi ritardi nel provvedere liquidità a imprese e partite IVA. Le fasce del mondo del lavoro più colpite sono anche quelle più fragili: i lavoratori a tempo determinato e soprattutto le donne, a testimonianza del fatto che il Governo ha lasciato le famiglie sole di fronte alle difficoltà causate dalla pandemia".

"Le risorse stanziate finora sono state insufficienti e tardive: troppo tempo è stato speso in una trattativa inconcludente con l'Unione Europea, quando le condizioni dei mercati avrebbero consentito di reperire rapidamente le risorse necessarie a provvedere all'emergenza, come dimostrato dalle ultime aste di titoli di Stato. Se questo atteggiamento remissivo del Governo non cambia - conclude Bagnai - il numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale è destinato ad aumentare rapidamente nel Paese, e con esso il rischio di gravi tensioni".