Istat: in crescita previsioni grano duro per annata 2020-21

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 6 apr. (askanews) - Nonostante si stia riducendo la propensione a utilizzare le superfici a seminativi per coltivare cereali, le intenzioni di semina di alcune colture erbacee per l'annata agraria 2020-2021iv indicano una previsione di crescita dell'1,6%, rispetto all'annata precedente, della superficie agricola destinata alla coltivazione di cereali. È un dato in controtendenza rispetto alle annate precedenti, caratterizzate da continue flessioni, di intensità variabile nel corso degli anni, dovute soprattutto alle basse quotazioni dei prezzi dei cereali e alle conseguenti erosioni dei margini di profitto sui costi fissi delle coltivazioni. E' quanto emerge dal report dell'Istat "Coltivazioni agricole | annata agraria 2019-2020 e previsioni 2020-2021".

Il 2020 è stato un anno di svolta soprattutto per il frumento duro, che ha mostrato anche a livello internazionale una crescita della domanda, non controbilanciata da un adeguato aumento dell'offerta, con la conseguente impennata dei prezzi. Proprio al frumento duro è riconducibile la previsione più elevata di incremento di superficie coltivata, che copre la quota più alta fra tutti i cereali (40,3% nel 2020): le aziende agricole intervistate prevedono un incremento della superficie coltivata significativo, pari al 5,6%, tra il 2021 e il 2020.

Anche per il mais si prevede un cambio di tendenza rispetto agli ultimi anni e, per l'annata agraria 2020-2021 un seppur lieve aumento delle superfici coltivate, probabilmente riconducibile al ruolo importante di tale coltura nell'ambito delle filiere della zootecnia e della bio-industria e che ha condotto nel febbraio dello scorso anno all'approvazione e alla redazione, da parte della la Conferenza stato regioni, di un Piano Nazionale a sostegno del settore del mais per il periodo 2019-2022, finalizzato a ristabilire il livello di autoapprovvigionamento della produzione nazionale basandosi su tre principali azioni: orientamento al mercato, recupero di efficienza e interventi mirati su Pac (Politica Agricola Comune) e Psr (Piani di Sviluppo Rurale).

Per l'orzo si prevede invece una riduzione della superficie pari al 7,7%, per il frumento tenero dell'1,6%.

Nel dettaglio, nell'annata agraria 2020-2021 si prevede in chiave territoriale un aumento della superficie destinata a frumento duro in tutte le ripartizioni geografiche. E' il Nord che mostra le tendenze in aumento più evidenti. In particolare, per le superfici destinate a frumento duro, nel Nord ovest è previsto un incremento del 15,2% e nel Nord est di ben il 24,7%, quota su cui incide la produzione dell'Emilia Romagna destinata a soddisfare le richieste del settore pastario.

Per il frumento tenero, si prevede una riduzione della superficie coltivata pari su scala nazionale all'1,6%, risultato della contrazione di 10,8 punti percentuali registrata per la ripartizione Nord est (dove si trova circa il 47% delle superfici nazionali di coltivazione del cereale) e della previsione di incremento del 14,4% del Nord ovest.

La contrazione prevista per le superfici coltivate a orzo caratterizza tutte le ripartizioni geografiche, con picchi nel Centro (-11,7%) e nel Nord est (-11,5%). Per superfici coltivate a mais, si prevede una crescita pari allo 0,4% a livello nazionale e una contrazione in tre aree geografiche su cinque (Nord ovest -0,4%; Centro -8,4%; Sud -5,9%). Al contempo, mentre la previsione di incremento del 36% delle Isole non risulta significativa perché le superfici a mais in tale partizione pesano per lo 0,35% circa del totale, la previsione di aumento che caratterizza il Nord est (3,1%), dove è localizzato il 42,5% delle superfici a mais di tutto il Paese, bilancia le flessioni delle altre ripartizioni.