Istat, Giacomoni: buona flessibilità per far ripartire occupazione

Pol/Bac

Roma, 3 giu. (askanews) - "I dati dell'Istat di aprile certificano l'impatto drammatico dell'emergenza Coronavirus sull'occupazione. I disoccupati hanno smesso di cercare lavoro: il boom degli inattivi lo segnala senza dubbi. Ma, con il blocco dei licenziamenti per gli assunti stabili, il prezzo più alto lo pagano i lavoratori a termine e in somministrazione: i contratti in scadenza non sono stati rinnovati. Il calo più forte in proporzione, infatti, interessa i dipendenti a tempo determinato: -129 mila, con una discesa del 4,6% rispetto a marzo". Lo dichiara in una nota Sestino Giacomoni, vicepresidente della Commissione Finanze alla Camera e membro del coordinamento di presidenza di Forza Italia.

"A questo punto - prosegue - se si vuole davvero evitare che anche nella ripartenza siano sempre i lavoratori temporanei a rimanere a casa, vanno eliminati, almeno per i prossimi due anni, tutti i vincoli e i costi aggiuntivi previsti per i rapporti di lavoro a termine e in somministrazione. Nella ripresa serve il massimo della buona flessibilità".

"In questa direzione - conclude l'esponente azzurro - vanno gli emendamenti proposti da Forza Italia a mia prima firma al decreto Rilancio".